
"Coraggiosa scelta quella del Teatro Verdi di Trieste di inaugurare la stagione con un titolo particolare e sempre troppo desueto come la Francesca da Rimini di Zandonai..."
Ecco, così avrei voluto iniziare questo post.
Ed invece, grazie alle scelte di un governo che vuole farci credere che la Cultura non sia un diritto, non sia un bene indispensabile per la crescita dell' individuo, ecco abbattersi la scure dei tagli. Tra cui quelli inflitti al Fondo Unico per lo Spettacolo che hanno drasticamente diminuito i finanziamenti statali ai Teatri. Così la Fondazione triestina si è trovata, nel giro di pochi mesi, a dover cercare un' alternativa per utilizzare gli artisti già sotto contratto. Ed eccoci quindi a questa Tosca (impiego migliore non poteva essere fatto).
Daniela Dessì conferma ancora una volta l' indissilubilità del suo legame con la passionale Floria. Ogni parola, ogni frase, ogni accento sembra uscire non dall' opera di Puccini, non dal libretto di Illica e Giacosa, ma dalla stessa Daniela tanto appare intimamente vissuto. Era la quarta volta nel giro di sei mesi che la vedo vestire i panni di Tosca ed ogni volta riesce a strabiliarmi, a trasmettermi qualcosa di nuovo.
Al suo fianco uno dei migliori Cavaradossi di sempre: Fabio Armiliato. Ed anche qui l' identificazione col personaggio è pressocchè totale e passa attraverso una magistrale linea di canto piegata ai toni lirici del primo atto, a quelli drammatici del secondo e che trova il suo terreno d' elezione in un commoventissimo "E lucevan le stelle" dalla miracolosa mezzavoce su "disciogliea dai veli".
Juan Pons è una Scarpia catalizzatore, forse in taluni punti un po' troppo sopra le righe, ma di sicuro impatto teatrale.
Non convince molto, invece, la direzione di Donato Renzetti, spesso palesemente lontana dal desiderio di "accompagnare" i cantanti (che per un direttore d' Opera dovrebbe essere basilare...)
L' allestimento scelto, coprodotto tra la Fondazione Arena di Verona e il Teatro delle Muse di Ancona e firmato di Giovanni Agustinucci, appare un po' inconcludente, teso a caricare la vicenda di discutibile aneddotismo sadico (l' inizio del secondo atto coi due lottatori seminudi è davvero gratuito...).
Alla fine successo per tutti!
25 novembre 2008; Trieste, Teatro Verdi
TOSCA
FLORIA TOSCA: Daniela Dessì
MARIO CAVARADOSSI: Fabio Armiliato
IL BARONE SCARPIA: Juan Pons
CESARE ANGELOTTI: Alessandro Svab
IL SAGRESTANO: Nicolò Ceriani
SPOLETTA: Gianluca Bocchino
SCIARRONE: Giuliano Pelizon
Maestro Concertatore e Direttore: Donato Renzetti
Regia, scene, costumi e luci: Giovanni Agostinucci