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venerdì 25 maggio 2012

"Recitar!"...cantando!


E' già disponibile in tutti i negozi di dischi il nuovo cd di Fabio Armiliato, Recitar!, una raccolta delle più celebri arie e canzoni per tenore. Tra esse vi è anche Vesti la giubba (dai Pagliacci di Leoncavallo), brano tra l'altro interpretato nel debutto cinematografico del tenore genovese, To Rome with Love di Woody Allen.


Ecco la tracklist:

1. "Recitar!... Vesti la giubba" (Pagliacci)
2. "Amor ti vieta" (Fedora)
3. "Mattinata"
4. "Addio fiorito asil" (Madama Butterfly)
5. "‘O sole mio"
6. "Recondita armonia" (Tosca)
7. "E lucevan le stelle" (Tosca)
8. "Mi par d’ udire ancora" (I pescatori di perle)
9. "Mamma"
10. "Colpito qui m'avete... Un dì all'azzurro spazio" (Andrea Chénier)
11. "Come un bel di maggio" (Andrea Chénier)
12. "La serenata"
13. "Donna non vidi mai" (Manon Lescaut)
14. "M’apparì" (Martha)
15. "Quann’a femmena vo’"
16. "Che gelida manina" (La bohème)
17. "Ch’ella mi creda" (La fanciulla del West)
18. "Core’ngrato"
19. "Io voglio la tua bocca…folle di gelosia" (Il Tabarro)
20. "Nessun dorma" (Turandot)
21. "Non ti scordar di me"

venerdì 30 marzo 2012

E (ancora una volta) lucevan le stelle!

Si è chiuso il sondaggio! Ed ecco i vincitori, i brani che vi piacerebbe ritrovare nel disco di prossima pubblicazione:

3° posto: a parimerito Amor ti vieta e Nessun dorma
2° posto: Ch'ella mi creda libero e lontano
1° posto: E lucevan le stelle, scelta dal 43% dei votanti

Riascoltiamoci quindi uno splendido Mario Cavaradossi, in questo video registrato al Teatro Real di Madrid nel 2004.

Buona visione e grazie a tutti!

venerdì 10 settembre 2010

La stagione 2010-11 di FABIO ARMILIATO!

Arrivato settembre, il mese in cui la maggior parte dei teatri riapre dopo la pausa estiva, mi sembra utile fare un po’ mente locale sugli impegni di Fabio Armiliato in programma fino alla prossima primavera.

Tra qualche giorno, con la terza ripresa (cinque recite, dal 14 al 27) in meno di due anni de La Forza del Destino alla Wiener Staatsoper, si sigla definitivamente il connubio Fabio-Don Alvaro.
Per la fine del mese è invece attesa l’uscita in tutti negozi di dischi della nuova incisione de La Traviata (etichetta SoloVoce) con Daniela Dessì nel ruolo di Violetta e Claudio Sgura in quello di Giorgio Germont.

In ottobre eccoci a Parma per l’illustre Festival Verdi (10,13,17,20,24) con una nuova produzione firmata Pier Luigi Pizzi de I vespri siciliani. Accanto a Fabio, che ritorna al ruolo di Arrigo dopo ben ventidue anni, un cast di fulgenti stelle verdiane: Daniela Dessì (che dopo aver già affrontato la versione francese dell’Opera, ora si cimenta per la prima volta con quella italiana), Leo Nucci e Giacomo Prestia.
Il 30 inoltre si vola ad Helsinki per un concerto dedicato al grande Beniamino Gigli.

Il 13 novembre (repliche 16, 19 e 22), all’ABAO di Bilbao, Fabio debutta il suo quindicesimo ruolo verdiano: Corrado ne Il Corsaro, sotto la direzione del Maestro Renato Palumbo. Nel cast anche Maria Guleghina, Kristin Lewis e Luca Salsi.

Il mese di dicembre lo si vedrà invece nell’atteso ritorno, dopo sei anni, in Francesca da Rimini con Daniela Dessì, al Teatro Verdi di Salerno ( 8,11,14) e due concerti: uno in Vaticano (17) e l’altro a Caracas (22), in Venezuela, al fianco di Daniela Dessì e con la direzione del M° Gustavo Dudamel.

Il nuovo anno si apre (22, 28 e 30 gennaio) ancora nel segno di Verdi, con Un ballo in maschera all’Opéra de Monte-Carlo in cui, al fianco di Fabio, ci saranno Violeta Urmana, Ludovic Tézier ed Elisabetta Fiorillo.

Tra febbraio e marzo l’appuntamento sarà alla Staatsoper di Amburgo con I pagliacci (27/02 e 01,06,09,12/03): quasi un debutto visto che Fabio il ruolo di Canio l’ha portato in scena una sola volta, in una memorabile serata triestina del 2003.

Si arriva così ad aprile all’importantissimo ed atteso suo debutto come Otello (19,22,28/04 e 01,03,07,11/05), traguardo per tutti i grandi tenori, che vedrà Fabio al fianco di Daniela per ben sette recite, tra Belgio ed Olanda (Liegi, Heerlen e Charleroi).

Ultimo interessante appuntamento prima dell’estate è invece a Copenaghen dove Fabio tornerà a vestire i panni del principe Calaf in Turandot (26,29/05 e 01,05,08,11/06), uno dei ruoli che lo hanno reso famoso in tutto il mondo.

Prepariamo quindi passaporti e valigia…si riparte!

martedì 30 marzo 2010

Gloria, gloria, o vincitori!

Dal nostro inviato a Siviglia:
"Dopo lo straordinario successo dello scorso anno con La Fanciulla del West ritorna a Siviglia al Teatro della Maestranza, la coppia Dessì Armiliato questa volta nei rispettivi panni di Liù e del misterioso principe Calaf nell’ultimo grande capolavoro di Giacomo Puccini: Turandot.
Interpreta la principessa di gelo un’altra grande artista già ben collaudata per questo ruolo: Maria Guleghina. Un cast davvero stellare.
In un Teatro della Maestranza gremito, la nota storia della principessa e del misterioso e audace principe si snoda all’interno di una scena prevalentemente occupata al centro da una enorme statua di un volto, a simboleggiare l’antico Impero Ming sostituita poi nel secondo quadro dal palazzo imperiale (sicuramente di maggior impatto scenico) per poi successivamente tornare nel terzo ed ultimo atto anche se in posizione differente.Verso la fine dell’Opera si scoprirà il doppio volto di questa struttura che girerà su se stessa a scena aperta proprio nelle ultime battute della stessa..

Un allestimento quello presentato dal Teatro della Maestranza, senz’altro ben architettato e riuscito che però pecca un poco di luminosità a vantaggio di un buio forse troppo opprimente in certi frangenti, specie nel primo atto; in tutta la produzione manca di quel fascino e pizzico di arte orientale che non sarebbe guastato visti anche gli aspetti fiabeschi a sfondo cinese in cui la storia di Turandot vive.

Gli artisti riempiono la scena e sono gli assoluti protagonisti di questa produzione:

Fabio Armiliato è Calaf in tutti i suoi aspetti: sia fisicamente, scenicamente e parimenti, nel canto.
La sua resa vocale affascina ed emoziona dalla prima all’ultima nota (ed in questo ruolo non ha certo poco da fare ascoltare!); brilla la sua “Non piangere Liù” e nel noto e attesissimo “Nessun Dorma” sfodera un canto di rara bellezza ed espressività ottenendo un folgorante lungo applauso a scena aperta, che andava persino a coprire il fortissimo orchestrale sulla coda dell’aria.
Armiliato dona colore e anima a tutto quello che canta: una vera e propria lezione di bel canto e di credibilità scenica dall’inizio alla fine dell’opera…
Difficilmente ho sentito altri cantanti così entusiasticamente convincenti in questo ruolo in tutte le sfumature che esso richiede. In poche ma significative parole, si può affermare che oggi Fabio Armiliato è veramente il più completo Principe Calaf in circolazione.

Daniela Dessì è una Liù dolce e dalle tenere movenze che catturano la scena. Questa grande Artista (dei nostri giorni e di sempre, come ormai è accertato da tempo) riesce a piegare il suo importante strumento vocale anche per sottolineare in modo assolutamente convincente tutti gli aspetti di questo ruolo, grazie alla sua straordinaria padronanza tecnica e alla sua sensibilità musicale.
Ammalia e seduce nell’aria “Signore Ascolta “e costruisce un palpitante e struggente finale che vive tutto nella sua aria “Tu che di ciel sei cinta”...un vero e proprio brivido scorre in quel momento dentro il teatro e viene avvertito da tutti attraverso il suo canto.

Maria Guleghina è Turandot per esperienza nel ruolo e solidità di canto. Con mestiere e talento misura la sua importante voce spingendola alla ricerca anche delle linee dinamiche sui piani, sottraendosi, così facendo, da quell’etichetta che la vede riconosciuta come soprano spinto talvolta anche all’eccesso e donando così maggior credibilità e “gusto” alla sua interpretazione soprattutto nell’aria di apertura ”In questa reggia..” e nella scena degli Enigmi.
Soddisfa la sua tenuta scenica “distaccata” come Turandot deve apparire per tutta la durata dell’Opera e di conseguenza il suo canto non sempre lineare risulta in ogni caso efficace e completo grazie proprio a questo aspetto.
Chiude nel duetto Alfano la sua buona interpretazione affidandosi sempre alla sua ottima tecnica e all’esperienza.
Nel cast, ottima prova del giovane e promettente Alex Vinograd nel ruolo di Timur,
Complessivamente buona la prova di Ping,Pong e Pang interpretati da Manel Esteva, Javier Palacios e Gustavo Peña “aiutati” sul palco da allegorici ed acrobatici servi che con i loro interventi, movimentano la scena privandola di una certa staticità che si sarebbe potuta notare durante il terzetto d’inizio secondo atto.

Unica nota meno positiva la prestazione dell’orchestra Sinfonica de Sevilla e del coro del Teatro della Maestranza, probabilmente non in grande serata, diretta con buone intenzioni non sempre completamente realizzate dal M° Pedro Hallfter.
Al fine,un successo complessivo scandito da numerosissimi applausi e trionfali ovazioni che hanno accompagnato l’uscita dei protagonisti principali ed in particolar modo Daniela Dessì e Fabio Armiliato dominatori assoluti di questa rappresentazione dalla prima all’ultima nota."

18 marzo 2010
Sevilla, Teatro de la Maestranza
TURANDOT

Turandot (Soprano): Maria Guleghina
Calaf (Tenor): Fabio Armiliato
Liu (Soprano): Daniela Dessi
Ping, Canciller (Barítono): Manel Esteve
Timur (Barítono): Alexander Vinogradov

Real Orquesta Sinfónica de Sevilla

Coro de la A. A. del Teatro de la Maestranza

Escolania de Los Palacios

Dirección musical: Pedro Halffter
Dirección de escena: Sonja Frisell

lunedì 4 gennaio 2010

...compier giurasti il voto!


Quindici produzioni in dodici mesi! Quasi un record oseremmo dire! E alcune di queste erano ospitate nelle più importanti piazze liriche europee: Berlino, Londra, Vienna, Zurigo, Roma, Barcellona...

Ora tocca a Voi, esprimere un giudizio col sondaggio qui a lato: quali sono state le prove migliori del nostra Fabio in questo 2009 appena conclusosi?

Aggiungiamo, grazie a youtube, qualche succoso estratto video:
Scena degli enigmi, dalla Turandot di Londra
Solenne in quest'ora, da La Forza del Destino di Vienna
La dolcissima effige, dall' Adriana Lecouvreur di Palermo
Ch'ella mi creda da La Fanciulla del West di Siviglia
Addio, fiorito asil dalla Madama Butterfly di Hannover
Celeste Aida dall'Aida di Verona
Vittoria, vittoria! dalla Tosca di Roma
Guardate, pazzo son dalla Manon Lescaut di Bucarest
Oh dolci mani dalla Tosca di Vienna
puntata di "Loggione" sulla Turandot di Bari

Votate numerosi eh!!!

martedì 8 dicembre 2009

Trionfo barese!!!

Un paio di articoli sulla Turandot che domenica sera ha riaperto il "nuovo" Teatro Petruzzelli di Bari:



domenica 6 dicembre 2009

TURANDOT in diretta questa sera su Radio Tre!


"Domenica 6, alle 20.30, dopo lunghi anni di restauri e vicende giudiziarie seguiti all'incendio del 1991, l'ente lirico di Bari riprende la sua attività: il 6 dicembre sarà la Turandot a inaugurare la prima stagione d'opera completa del nuovo Teatro Petruzzelli. La regia dell'opera di Giacomo Puccini sarà curata da Roberto De Simone in un evento concepito per celebrare la riapertura dello storico teatro pugliese. Parlare del mondo magico della Turandot significa allo stesso tempo attraversare il globo alla ricerca di atmosfere che si intrecciano le une alle altre in una simbiosi perfetta tra le culture più disparate che hanno influenzato l'autore al momento della composizione. La prima rappresentazione avvenne al Teatro alla Scala di Milano, il 26 aprile 1926, due anni dopo la morte di Puccini, grazie anche alla collaborazione del maestro Franco Alfano il quale lavorò sugli appunti di Puccini per portare a compimento l'opera ultima del grande compositore."

La locandina:

PERSONAGGI e INTERPRETI
Turandot: Martina Serafin
Calaf: Fabio Armiliato
Liù: Roberta Canzian
Timur: Alessandro Guerzoni
Ping: Domenico Colaianni
Pang: Cristiano Olivieri
Pong: Stefano Pisani
Altoum: Max Renè Cosotti
Un mandarino: Antonio Muserra
Il Principe di Persia: Raffaele Pastore

Orchestra e Coro del Teatro Petruzzelli di Bari
Coro delle voci bianche del Conservatorio Niccolò Piccinni
Maestro del Coro: Franco Sebastiani
Maestro del Coro delle Voci Bianche: Emanuela Aymone
direttore: Renato Palumbo

regia: Roberto De Simone
scene: Nicola Rubertelli
costumi: Odette Nicoletti

Ecco il link per l'ascolto: http://www.rai.tv/dl/RaiTV/popup/player_radio.html?v=3

mercoledì 2 dicembre 2009

"Io, al Petruzzelli darò la mia prima voce a Calaf" (intervista a La Gazzetta del Mezzogiorno)

Ecco l'intervista di Livio Costarella uscita ieri su La Gazzetta del Mezzogiorno:


Buona lettura!

"Turandot apre in maniera grandiosa la stagione monegasca"


Scrigno ideale, il Forum Grimaldi doveva accogliere almeno una volta l’ultimo capolavoro di Puccini che ha aperto in maniera così grandiosa la stagione del Principato, come lussuoso regalo offerto in occasione della Festa nazionale. Opera complessa, dal carattere monumentale e implacabile, dominata dalla schiacciante personalità del title-role (che appare alla duecentocinquantesima pagina dello spartito!), Turandot, la cui sagoma muta poi minacciosa, incombe da un'estremità all'altra dell'opera, non tollera l'approssimazione o la mediocrità. Occorre per questo vulcanico peplum giocare schietti la carta della super produzione, perfino del grand guignol. Ora che i registi traspongono, riattualizzano, modernizzano, tradiscono senza limite, lo spettacolo firmato originariamente da Chen Kaige per il Palau des Arts Reina Sofia di Valencia è un successo. Con, in più, questa costante abilità dell'arte di far vedere e comprendere, cioè di contribuire largamente alla credibilità psicologica e teatrale delle situazioni di questo crudele racconto, anche sanguinario, che si sfoglia allora come un sontuoso e colorato racconto esotico di fate, che ci fa accomodare nella prima classe di un favoloso, fantasmagorico viaggio in un Cina fuori dal tempo.

I costumi autentici (Chen Ton Xun) e le scene (Liu Qing), le luci poetiche, soprannaturali di Albert Faura rimandano anch'essi ai sogni. Siamo davvero in un manga sontuoso ed irreale, vitaminizzato dalla più inventiva musica del verista in capo Puccini.
Non si esce indenni, ma come storditi, dalla rappresentazione, tanto quello che compare sulla scena è di una fluidità, di una progressione drammatica costante, avvincente dall’inizio alla fine, con questa gestione delle masse degna dei migliori show “made in Broadway”. Anche le ultime pagine, che non sono di mano di Puccini (si percepisce con rimpianto come una carenza strutturale tra testo e orchestrazione), non sono mai sembrate così limpide.
Con i suoi impressionanti effettivi orchestrali e corali che conferiscono all’opera una grande potenza emozionale, noi non demordiamo: per Turandot servono delle grandi voci la cui ampiezza permetterà di cantare naturalmente, senza quegli sforzi che producono una perdita della qualità del canto e dell’organo.
Col suo timbro di bronzo, Ramaz Chikviladze, dà vita ad un imponente e degno Timur. Dei tre ministri, onorevoli come si addice a dei mandarini, uno dopo l’altro ammantati di broccati o di garze cremose, il Ping di Giorgio Caoduro e il Pang di Norbert Ernst fanno del loro meglio per non schiacciare Florian Laconi (Pong).

Specialista del ruolo un po’ ovunque sul pianeta, Sylvie Valayre, sbriga la sua parte con diabolica intelligenza. Dardeggiando brillantemente i suoi si e do, il soprano disegna altrove più una ragazzina capricciosa che una principessa altera, inaccessibile e nevrotica. Ci si aspetta un iceberg cinese, ma qui si ha un ghiacciolo… Peraltro proprio carino e da sgranocchiare…

La simpatica coppia (nella vita come sulla scena) Daniela Dessì-Fabio Armiliato è semplicemente entusiasmante, superlativa! Daniela Dessì, seducente nella sua spontaneità, con una bella padronanza degli acuti tenuti sul fiato, delinea una toccante Liù. Fabio Armiliato infine canta un Calaf con disarmante facilità. C’è tutto: bagliore solare del timbro, orgoglio e dolcezza, vicino al massimo al testo musicale e alle sue sfumature, generosità, raffinata musicalità, sincerità. Ecco un tenore della stirpe di Gigli, Corelli oppure altri Del Monaco!

Osando Puccini in una dimensione da cerimonia funebre, tragica, lunare, Jacques Lacombe rivela un nuovo Puccini! Da tanto tempo la finezza, la ricchezza orchestrale e corale dell’opera non venivano così sontuosamente esaltate. Alla testa della Philarmonique de Monaco (fantastica), dei cori di casa rinforzati dalla falange di Montpellier (dall’esemplare generosità), il direttore originario del Québec, ha donato una lettura spettacolare ma sempre rispettosa delle diafane sfumature d’una partitura magica, unica, soprannaturale. Domanda per un campione: “Qual è dunque quell’opera esotica contemporanea del Wozzek d’Alban Berg?”…

Christian Colombeau
La Théatrotèque, 23/11/2009


jeudi 19 novembre 2009(sur invitation du Palais)
dimanche 22 novembre 2009
mardi 24 novembre 2009 (Monaco-UNESCO Gala 60e anniversaire)
Monte-Carlo, Forum Grimaldi

TURANDOT

direction musicale: JACQUES LACOMBE
mise en scène: CHEN KAIGE

LA PRINCESSE TURANDOT: Sylvie Valayre
CALAF: Fabio Armiliato
LIU': Daniela Dessì
PING: Giorgio Caoduro
PANG: Norbert Ernst
PONG: Florian Laconi
L'EMPEREUR ALTOUM: Guy Gabelle
TIMUR: Ramaz Chikviladze
UN MANDARIN: Gianfranco Montresor

Choeur de l'Opéra de Monte-Carlo; Stefano Visconti
Choeur de l'Opéra national de Montpellier Languedoc Rousillon; Noelle Geny
Choeur d'enfant de l'Académie de Musique Ranier III
Orchestre Philarmonique de Monte-Carlo

lunedì 23 novembre 2009

TURANDOT inaugura la stagione 2010 del rinato Teatro Petruzzelli!


"La Fondazione Petruzzelli presenta Turandot di Giacomo Puccini, su libretto di Giuseppe Adami e Renato Simoni.

L’Opera, per la regia del maestro Roberto De Simone sarà rappresentata in forma scenica domenica 6 dicembre alle 20.00, mercoledì 9 alle 20,30, venerdì 11 alle 20,30 e domenica 13 dicembre alle 17.00. Sul podio il maestro Renato Palumbo.

A dar vita al capolavoro pucciniano: Martina Serafin (Turandot), Fabio Armiliato (Calaf), Roberta Canzian (Liù), Alessandro Guerzoni (Timur), Domenico Colaianni (Ping), Cristiano Olivieri (Pang), Stefano Pisani (Pong), Max Renè Cosotti (Altoum), Antonio Muserra (Un mandarino), Raffaele Pastore (Il Principe di Persia).

A firmare le scenografia Nicola Rubertelli, i costumi Odette Nicoletti, il light design Vincenzo Raponi, le coreografie Domenico Iannone.

Maestro del Coro della Fondazione Petruzzelli Franco Sebastiani, maestro del Coro delle voci bianche del Conservatorio Niccolò Piccinni Emanuela Aymone. Regista collaboratore Mariano Bauduin.

I biglietti per la Turandot saranno in vendita al botteghino del teatro Petruzzelli a partire da lunedì 23 novembre alle 10.00. Per il giorno 6 dicembre non sarà previsto il servizio di vendita on-line."

http://puglialive.net/home/news_det.php?nid=25875

giovedì 8 ottobre 2009

"Emozione Armiliato-Dessì: a Jesi il trionfo del belcanto" (recensione da IL MESSAGGERO - Ancona)


"JESI - Un pubblico entusista, plaudente e festoso ("Siete meravigliosi!" ha detto la Dessì tra gli applausi finali) ha accolto giovedì sera il poderoso recital di Daniela Dessì e Fabio Armiliato che, impegnati in un programma lungo e complesso, hanno inaugurato la 42° Stagione Lirica del Teatro Pergolesi di Jesi. Alle prese con un programma non facile e ricco di pagine amatissime i due artisti hanno saputo galvanizzare e coinvolgere gli spettatore accorsi per l'occasione, prodighi di applausi e di ovazioni dopo ogni esecuzione. Daniela Dessì ha confermato le qualitù che ne fanno una delle primedonne più richieste del presente, grazie alla bellezza del timbro e al' intelligenza di un fraseggio sempre intelligente e curato: più ancora che nell'opulento Vissi d'arte da Tosca o nell'impegnato Pace, pace mio Dio dalla verdiana Forza del Destino (opera che, stando al gossip più accreditato, i due artisti interpreteranno la prossima estate allo Sferisterio di Macerata) la Dessì ha saputo entusiasmare con una Desdemona dell'Otello verdiano assolutamente incantevole per poesia d'accento e innocenza d'espressione. Dal canto suo Fabo Armiliato è sembrato partire un poco in sordina con l'aria di Licinio dalla Vestale di Spontini: la ragione è, forse, da ravvisare anche in una scrittura, quella spontiniana, molto strana, alquanto bassa e comunque difficile da eseguire in apertura di serata (nell'opera, difatti, la scena apre l'atto finale) ma anche nel suo caso si sono fatte valere le ragioni di un grande professionismo e di uno studio attento e incisivo. Molto bravo nel difficile Improvviso dal giordaniano Andrea Chénier, Armiliato ha anche consegnato al pubblico (che lo ha salutato con scroscianti applausi) una ragguardevolissima esecuzione del celebre Nessun dorma dalla Turandot, reso con ammirevole pulizia vocale e intrigante asciuttezza di fraseggio. Inutile dire che i due duetti previsti (il Finale I dell'Otello e il Finale dell'Andrea Chénier) hanno entusiasmato per la bella resa comlessiva e per l'evidente "affinità elettiva" dei due artisti. Ottima pure la prova della Form - Orchestra filarmonica marchigiana, davvero impegnatissima sotto la guida sicura di Marco Boemi, che ha avuto i suoi momenti di gloria in un'ampia scelta di celebri Sinfonie e Intermezzi. Ben quattro i bis finali: il Brindisi della Traviata verdiana, con tanto di applausi e timidi cori di pubblico, poi, con Boemi al pianoforte, O mio babbino caro per la Dessì, I'te vurria vasà per Armiliato e un omaggio a Gigli con un inedito duetto di Non ti scordar di me. La stagione jesina proseguirà dal 23 ottobre con La Traviata di Verdi; sarà poi la volta del rossiniano Barbiere di Siviglia (dal 12 novembre) e del dittico formato da La voix humaine di Poulenc e Pagliacci di Leoncavallo (dal 27 novembre). Info: 0731.206888"

G.Cesaretti, 03 ottobre 2009

mercoledì 5 agosto 2009

O divina bellezza! O sogno! O meraviglia!


Una vera e propria festa della Musica quella che si è consumata lo scorso venerdì al Gran Teatre del Liceu di Barcellona.
Come ultima recita della stagione, in una sala gremita in ogni ordine di posto, è andata in scena Turandot, capolavoro estremo di Giacomo Puccini. Volendo puntare all'eccellenza per donarci una serata di gala, le dirigenze del Teatro si sono rese artefici del ritorno di Daniela Dessì a vestire i panni di Liù. Un evento nell'evento, visto che la sua precedente performance nel ruolo risale al luglio 1996 (Macerata). Noi allora non c'eravamo, ma oggi sì. E ne siamo stati letteralmente rapiti. Una Liù pienamente (e finalmente...) lirica, che inebria per la pastosità della voce e commuove per la spontanea vena malinconica del timbro. Il fraseggio è come al solito magistrale per colori e sfumature e la salita agli acuti sicura e sempre timbrata (sentire il Si bemolle finale di "Signore ascolta..."). Nel secondo atto la catarsi diventa totale, giungendo ad un "Tu che di gel sei cinta" di bruciante drammaticità, ma sempre lontano da truci effettacci veristi. Un altro bersaglio totalmente centrato insomma, da accostare ai "must" della bella Daniela (Tosca, Adriana, Cio-Cio-San...) e da rivedere il prima possibile, magari nei prossimi appuntamenti di Monte-Carlo e Siviglia.
Al suo fianco un'altra creazione da dieci e lode: il Calaf di Fabio Armiliato. La voce rotonda e squillante arriva senz'ombra di fatica ad acuti spavaldemente squillanti, tanto in linea con l'impavido protagonista pronto a morire per una sconosciuta. Una delle prove pucciniane più ardue per il tenore, e Fabio la risolve splendidamente. Il "Nessun dorma" può essere veramente il manifesto di questo Calaf (e non a caso è il titolo scelto per il cd appena pubblicato, che racchiude tutte le pagine per tenore scritte dal Genio lucchese) così morbido e partecipe, senza sminuire però l'eroicità necessaria al temibile Si finale. Un trionfo, confermato dall'esplosione di applausi e "bravo!" che ha quasi costretto il Direttore a fermare l'esecuzione.
La temperamentosa Anna Shafajinskaia possiede certo la voce per Turandot, ma ad onor del vero dobbiamo sottolineare una pronuncia italiana più che perfettibile ed una difficoltosa tenuta del registro centrale necessario nell'ultimo atto.
Di pregio il resto del cast, in cui spiccano il sonoro Timor di Giorgio Giuseppini e il solido Mandarino di Philip Cutlip. Funzionali e divertenti i tre ministri.
Da ricordare la magistrale prova del Coro, mentre la direzione di Giuliano Carella, certo buon accompagnatore del palco, si fa notare per una frequente pesantezza sonora.
Per descrivere lo spettacolo di Nùria Espert il primo aggettivo che ci viene alla mente è: bello! E finalmente, dopo tanti allestimenti minimal-psicanalitici-grotteschi è una gioia per il cuore vedere l'Opera tornata alle sue origini: la ricerca della "maraviglia" barocca. Tutto, dalle sontuose scene di Ezio Frigerio, agli eleganti costumi di Franca Squarciapino, alle suggestive luci di Vinicio Cheli, inchioda lo spettatore alla sedia in una continua successione di impreviste apparizioni che ci trasportano dal livido Oriente del popolo e del Boia, alla luminosa regalità di Altoum e della sua corte. Era lo spettacolo creato per inaugurare, il 7 ottobre 1999, il nuovo Liceu ricostruito dopo l'incendio; ed ora, dieci anni dopo, viene fatto rivivere, complici i nostri Daniela e Fabio, nel migliore dei modi possibile... Grazie!

Gran Teatre del Liceu
31 de juiliol de 2009
TURANDOT

TURANDOT: Anna Shafajiskaia
LIU': Daniela Dessì
CALAF: Fabio Armiliato
EMPERADOR ALTOUM: Josep Altoum
TIMUR: Giorgio Giuseppini
PING: Gabriel Bermùdez
PANG: Eduardo Santamarìa
PONG: Vicenc Esteve Madrid
MANDARI': Philip Cutlip

Orquestra Simfònica i Cor del Gran Teatre del Liceu

direcciò musical: Giuliano Carella
direcciò d' escena: Nùria Espert

lunedì 13 luglio 2009

...ci siamo!!!


Dovrebbe essere ormai disponibile in tutti i negozi di dischi il nuovo cd: Nessun Dorma. Uno splendido omaggio a Puccini, dipanato dal nostro amato Fabio nei diciassette brani che ripercorrono sì tutto il corpus del Genio di Lucca, ma anche la vera e propria carriera del Tenore genovese. Sarà impossibile ascoltando "Ch' ella mi creda..." non ritornare con la mente allo storico bis concesso l' anno scorso a Roma durante le recite de La Fanciulla del West a Roma; oppure, arrivati all' "E lucevan le stelle" non rendersi conto dell' ormai indissolubile legame tra Fabio e Mario Cavaradossi. Proprio questa estate, infatti, nello stesso suggestivo scenario delle Terme di Caracalla che lo vide esordire nel 1989, ricorre il ventennale del debutto nel ruolo ormai portato per ben 135 (!) volte sulle scene dei teatri di tutto il mondo. Non mancheranno altresì le chicche, come "Firenze è come un albero fiorito...", oppure arie che speriamo serviranno come antipasto per un debutto nella totalità del ruolo: Edgar e il Roberto de Le Villi.

Orchestra e Coro della Fondazione Arena di Verona; Marco Boemi

TRACKLIST
1. "Orgia, chimera" da Edgar
2. "Ecco la casa... Torna ai felici dì" da Le villi
3. "Tra voi, belle, brune e bionde" da Manon Lescaut
4. "Donna non vidi mai" da Manon Lescaut
5. "Ah! Manon, mi tradisce" da Manon Lescaut
6. "Ah! Guai a chi la tocca!... No, pazzo son!" da Manon Lescaut
7. "Che gelida manina" da La Bohème
8. "Recondita armonia" da Tosca
9. "E lucevan le stelle" da Tosca
10. "Addio, fiorito asil di letizia e d’amor!" da Madama Butterfly
11. "Avete torto... Firenze è come un albero fiorito" da Gianni Schicchi
12. "Hai ben ragione" da Il Tabarro
13. "Io voglio la tua bocca... Folle di gelosia" da Il Tabarro
14. "Una parola sola... Or son sei mesi che mio padre morì" de La fanciulla del West
15. "Ch’ella mi creda libero e lontano" da La fanciulla del West
16. "Non piangere, Liù" da Turandot
17. "Nessun dorma" da Turandot

domenica 12 luglio 2009

Mario Cavaradossi compie vent' anni!


Ecco un' interessante intervista rilasciata al mensile VTService.it in occasione del ventennale del debutto alle Terme di Caracalla come Mario Cavaradossi: http://www.youtube.com/watch?v=6vHshwAU51o

mercoledì 14 gennaio 2009

Fabio Armiliato: “the stylish tenor”!



Dal nostro inviato Testa:

"Dopo un’assenza ingiustificata di quasi 3 anni dal competente pubblico inglese, Fabio Armiliato ritorna a calcare il palcoscenico della Royal Opera House di Londra e lo fa con una straordinaria interpretazione del ruolo di Calaf nella Turandot andata in scena il 12 gennaio scorso.
Un ruolo che sposa in pieno le qualità vocali ed interpretative di Fabio che da par suo riesce a creare un personaggio vivo, drammatico e passionale sostenuto sempre da una voce sicurissima in acuto, corposa nei centri e con una tecnica di emissione e un fraseggio davvero entusiasmante.
La macabra fiaba cinese disegnata in maniera audace e convincente da Sally Jacobs per questa felice produzione datata 1981 di Andrey Serban, vedeva impegnati inoltre, nel ruolo della principessa di gelo Turandot una Irene Theorin, efficace interprete in virtù di un buon materiale vocale che purtroppo difficilmente è riuscita a controllare e modulare a dovere durante l’opera, finendo così a volte per accentare ed allungare eccessivamente tutte le note acute che il ruolo richiede.
Una più che convincente Svetla Vassileva nel ruolo di Liù si mostrava a suo agio nell’aria del 3’atto e anche in quella meno agevole per le sue corde, Signore ascolta del 1’, risolta comunque in modo assai dignitos. Paata Burchuladze, nel ruolo di Timur, dopo un ottimo 1’atto ha purtroppo perso precisione ed intonazione in più momenti dell’ultimo atto.
Ottima prova a cospetto di una voce molto interessante per Giorgio Cauduro nel ruolo di Ping e buone prove anche per Pong/Alasdair Elliot e Pang Ji Min Parks.
Ottima e precisa la direzione di Nicola Luisotti assecondato dall’orchestra del RHO altrettanto ottima.
Ma alla fine ed ancora una volta, come da molto spesso accade, l’applauso più grande è andato al nostro Fabio che oltre ad una entusiasmante interpretazione della nota aria Nessun Dorma (qui disponibile in video! ) ha sicuramante colpito nell’altrettanto nota “Non piangere Liù...”il cuore del pubblico che gli ha attribuito a fine recita una vera e propria ovazione ed una standing ovation spontanea e sincera!
Insomma aveva ragione il critico statunitense Anthony Tommasini che sul New York Times dopo il suo eccezionale successo personale al recente Gala del Lincoln Center a commemorazione del 150’anniversario della nascita di Puccini il 22 dicembre scorso, aveva definito Fabio Armiliato oltre che star della serata “The stylish italian tenor”....ed ora anche il pubblico inglese della ROH ha capito perché !!!"

Londra Covent Garden-ROH-12 gennaio 2009

TURANDOT


CALAF: Fabio Armiliato
PRINCESS TURANDOT: Iréne Theorin
LIU': Svetla Vassileva
TIMUR: Paata Burchuladze
PING: Giorgio Caoduro
PANG: Ji-Min Park
PONG: Alasdair Elliott
EMPEROUR ALTOUM: Robert Tear
MANDARIN: Kostas Smoriginas

conductor: Nicola Luisotti

original production: Andrei Serban
revival director: Jeremy Sutcliffe
designs: Sally Jacobs
lighting: F. Mitchell Dana
choreography: Kate Flatt

domenica 4 gennaio 2009

Fervono amori e danze!


Dopo le trionfali recite di Tosca dello scorso novembre, ecco di nuovo Daniela e Fabio nella bellissima (e questa volta, fortunatamente per chi scrive, molto meno gelida) Trieste per celebrare degnamente l' arrivo del nuovo anno. Programma molto bello, di matrice giustamente nazional-popolare ma eseguito sempre con la massima professionalità.
Vorrei ricordare, in particolar modo, il Dio! mi potevi scagliar di Fabio, superbo melange di tormento e passione, nella speranza, tra l' altro di un prossimo debutto come Otello (esiste già un contratto per una produzione a Liegi nell' aprile/maggio 2011). Altro picco emozionale della serata è Un bel dì vedremo, nel quale Daniela, come sempre, ci dona un piccolo compendio di quella che dovrebbe essere l' arte del canto: intonazione costantemente perfetta, musicalità, impressionante tenuta degli acuti ed un ventaglio infinito di accenti, di colori. Da pelle d' oca!
Notevole anche la prestazione dell' orchestra, guidata dal sempre carismatico Marco Boemi.
Grande successo per tutti, con ripetute (ed esaudite) richieste di bis.

31 gennaio 2008
Teatro Lirico "Giuseppe Verdi" di Trieste

CONCERTO DI FINE ANNO

soprano: Daniela Dessì
tenore: Fabio Armiliato

Orchestra e Coro del Teatro Lirico "Giuseppe Verdi" di Trieste
direttore: Marco Boemi

programma:
- "I Vespri Siciliani": sinfonia
- "Otello": Già nella notte densa
- "I Lombardi alla Prima Crociata": O signor dal tetto natio
- "Otello": Dio! Mi potevi scagliar
- "La Traviata": Libiamo ne' lieti calici
- "Manon Lescaut": intermezzo
- "Turandot": Nessun dorma
- "Madama Butterfly": Un bel dì vedremo
- "Cavalleria Rusticana": Viva il vino spumeggiante
- "La Gioconda": Danza delle Ore e Feste! Pane! Feste!
- "La Vedova Allegra": Tace il labbro
- "Orphée aux enfers": cancan

mercoledì 24 dicembre 2008

Fabio... ritorna vincitor!!!


"When Michael Capasso, the general director of Dicapo Opera Theater, appeared on the stage of the Rose Theater on Monday night to introduce his modest company’s ambitious Puccini gala, he knew the mood in the hall might be tense.

To celebrate the 150th anniversary of Puccini’s birth, to the day, Dicapo was performing excerpts from all 10 of his operas in chronological order. But the gala had been beset with cancellations from several important singers, changes that the company’s Web site and promotional materials had inadequately acknowledged.

To defuse the tension during his welcoming speech, Mr. Capasso began with a stunt. As he explained the reasons for the cancellations, an audience member, playing an irate patron in a tuxedo, stood up, shouted angrily and heaved his shoe at Mr. Capasso, whose reflexes proved to be as nimble as those of President Bush.

Joking aside, some of the cancellations were caused by personal crises. The soprano Daniela Dessì injured her face in a car accident. The tenor Francisco Casanova had to rush home to the Dominican Republic to be with his gravely ill mother.

The company does seem to have bungled things with the popular soprano Aprile Millo, who was announced as a participant but asserts on her blog that she was never asked to appear. Mr. Capasso counterasserts that he had numerous exchanges with Ms. Millo’s manager.

To top it off, the great soprano Renata Scotto, scheduled to host the gala, also withdrew at the last moment, Mr. Capasso sheepishly explained, so that she could be on hand for the birth of her first granddaughter, who arrived on Saturday.

In any event, against all odds the three-hour gala turned out to be a rewarding survey of Puccini’s achievement. The orchestra and chorus Dicapo typically recruits for its productions were expanded significantly for this ambitious program. And the singers who participated included major artists, like the tenor Fabio Armiliato (Ms. Dessì’s husband) and the soprano Verónica Villarroel, who substituted for Ms. Dessì (though Mr. Capasso failed to announce her in his introduction). Four conductors took turns at the podium: Francisco Bonnín, Pacien Mazzagatti, Victor DeRenzi and Eve Queler, who is well known to New Yorkers.

Naturally, it is hard to meet expectations in operas as beloved as “La Bohème” and “Tosca,” which have long heritages of legendary performances. But the chronological format of this program put the emphasis on the music and the composer’s development.

“Le Villi,” Puccini’s debut opera , which had its premiere in Milan in 1884 when he was 25, is set in the Black Forest during the Middle Ages, a mystical tale of an honorable maiden deserted by her betrothed. Puccini was never satisfied with the work, which remains little known. But in the Trio and Prayer performed here — with Julianna Di Giacomo, a promising young lyric soprano; the baritone Michael Chioldi; and the tenor John Matz (substituting for Mr. Casanova) — you at least heard all the ingredients for a fine Puccini opera.

After two excerpts from “Edgar,” Puccini’s second opera, another work in which the composer was finding his way, Ms. Villarroel and Mr. Armiliato gave their all to the impassioned Act II duet from “Manon Lescaut,” Puccini’s first truly great work, from 1893.

In the excerpts from “Tosca,” the soprano Irina Rindzuner brought her powerful if hard-edged voice and impetuosity to the title role. Mr. Armiliato stopped the show with an elegant account of Cavaradossi’s aria “E lucevan le stelle,” complete with fine-spun pianissimo phrasing and exciting top notes.

Ms. Di Giacomo’s affecting performance of “Senza Mamma” from the one-act “Suor Angelica” (part two of “Il Trittico”) was another highlight. Ms. Rindzuner’s fearless though somewhat strident account of the daunting aria “In Questa Reggia” from “Turandot” earned her a rousing ovation.

But the star of the evening for me was Mr. Armiliato, who was also excellent in Dick Johnson’s Act III aria from “La Fanciulla del West.” He delivered a superb account of “Nessun dorma” from “Turandot.” Why has this stylish Italian tenor been absent from the Metropolitan Opera since 2004?

The program ended the only way it possibly could have, when Ms. Villarroel brought alluring colorings and lyrical poignancy to Liu’s death scene from Act III of “Turandot,” the last music Puccini wrote before he died at 65 in 1924, leaving the opera’s final scene incomplete.

All the participants came onstage as Mr. Capasso wheeled out a birthday cake. The audience joined the performers in saluting Puccini, his image peering from a poster hovering over the stage and looking justifiably satisfied."

A. Tommasini, The New York Times; 23/12/2008

domenica 9 novembre 2008

...e lucevan le Stelle!


Dalla nostra inviata CaludiaO.:

"Il Filarmonico di Verona rende omaggio a Puccini in occasione dei 150 anni dalla nascita. Sul palco, ovviamente, Daniela Dessì e Fabio Armiliato. Coinvolgenti, trascinanti, appassionanti. Diretti da un ottimo Marco Boemi che sa il fatto suo.

Daniela è splendida, come sempre. In abito rosso (prima) e nero (poi) si conferma una delle migliori interpreti puccinane dei giorni nostri è dà voce (e che voce!) a tutti quei personaggi semplici eppure complessi del Maestro di Lucca che sono entrati di diritto nell’antologia dell’opera italiana. Manon, Tosca, Butterfly, Liù. Struggente il duetto finale.

Fabio è in ottima forma, voce piena e timbro sicuro. splendido Cavaradossi, sfodera un suo cavallo di battaglia come “Ch’ella mi creda libero e lontano” in maniera pressochè perfetta e finisce con un “Nessun dorma” da ovazione. Il teatro è letteralmente infiammato.

A fine serata gli Artisti (perché di Artisti, con la “A” maiuscola, si tratta e ne abbiamo avuto l’ennesima conferma ieri sera) ci regalano il duetto del finale del primo atto di Bohème. “O soave fanciulla” non è in programma, ma chiudere con la morte di Liù probabilmente non renderebbe omaggio al genio creativo di Puccini, che in realtà è appassionato ed attaccato alla vita. Così il pubblico si scioglie in una delle pagine più belle della lirica pucciniana. Che m’ami dì, io t’amo. Fabio e Daniela sono catalizzanti sul palco. Commuovono e coinvolgono. Tanto che il pubblico richiede a gran voce il bis. E viene accontentato: “O mio babbino caro” (lei) e “Addio fiorito asil” (lui) accompagnati al pianforte da Boemi.
Ci sono serate che chi ama la buona musica difficilmente scorda. Il Gala Puccini di ieri sabato 8 Novembre al Filarmonico di Verona è stata una di queste."

Ricordo inoltre che in occasione di questa serata sono stati realizzate ben due registrazioni DECCA a tema pucciniano.

GALA PUCCINI
nel 150° anniversario dalla nascita


direttore: Marco Boemi
soprano: Daniela Dessì
tenore: Fabio Armiliato

voce recitante: Paola Gassman

Orchestra e Coro dell' Arena di Verona
maestro: Marco Faelli

PROGRAMMA:

- da Le Villi: Intermezzo sinfonico

- da Manon Lescaut: "Tu, tu amore?", Intermezzo

- da Tosca: "Vissi d' arte", "E lucevan le stelle", "Mario, Mario, Mario!"

- da Madama Butterfly: Coro a bocca chiusa, "Un bel dì vedremo"

- da La Fanciulla del West: "Ch' ella mi creda"

- da Turandot: "Nessun dorma", "Tu che di gel sei cinta" e morte di Liù

- da La Bohème: "O soave fanciulla"

bis:

- da Gianni Schicchi: "O mio babbino caro"

- da Madama Butterfly: "Addio fiorito asil"