
venerdì 25 maggio 2012
"Recitar!"...cantando!
E' già disponibile in tutti i negozi di dischi il nuovo cd di Fabio Armiliato, Recitar!, una raccolta delle più celebri arie e canzoni per tenore. Tra esse vi è anche Vesti la giubba (dai Pagliacci di Leoncavallo), brano tra l'altro interpretato nel debutto cinematografico del tenore genovese, To Rome with Love di Woody Allen.
Ecco la tracklist:
1. "Recitar!... Vesti la giubba" (Pagliacci)
2. "Amor ti vieta" (Fedora)
3. "Mattinata"
4. "Addio fiorito asil" (Madama Butterfly)
5. "‘O sole mio"
6. "Recondita armonia" (Tosca)
7. "E lucevan le stelle" (Tosca)
8. "Mi par d’ udire ancora" (I pescatori di perle)
9. "Mamma"
10. "Colpito qui m'avete... Un dì all'azzurro spazio" (Andrea Chénier)
11. "Come un bel di maggio" (Andrea Chénier)
12. "La serenata"
13. "Donna non vidi mai" (Manon Lescaut)
14. "M’apparì" (Martha)
15. "Quann’a femmena vo’"
16. "Che gelida manina" (La bohème)
17. "Ch’ella mi creda" (La fanciulla del West)
18. "Core’ngrato"
19. "Io voglio la tua bocca…folle di gelosia" (Il Tabarro)
20. "Nessun dorma" (Turandot)
21. "Non ti scordar di me"
venerdì 30 marzo 2012
E (ancora una volta) lucevan le stelle!
3° posto: a parimerito Amor ti vieta e Nessun dorma
2° posto: Ch'ella mi creda libero e lontano
1° posto: E lucevan le stelle, scelta dal 43% dei votanti
Riascoltiamoci quindi uno splendido Mario Cavaradossi, in questo video registrato al Teatro Real di Madrid nel 2004.
Buona visione e grazie a tutti!
domenica 31 luglio 2011
Fabio Armiliato e Daniela Dessì in importanti appuntamenti televisivi in agosto!

Sarà un’estate all’insegna della lirica quella che si prospetta nei palinsesti televisivi che vedranno impegnati Daniela Dessì e Fabio Armiliato in diverse apparizioni televisive.
Si comincia subito Lunedi 1 agosto, su RAI 1, con la trasmissione Applausi. Dagli studi della RAI di Roma, per questo appuntamento culturale condotto dal giornalista Gigi Marzullo, Daniela Dessì e Fabio Armiliato saranno i protagonisti di un interessante dibattito e confronto su Norma di Bellini, da loro rappresentata al Teatro Comunale di Bologna nel 2008, per la regia di Federico Tiezzi e ormai storico debutto del grande soprano nel ruolo della sacerdotessa druida.
Qualche giorno di breve attesa e, in data Lunedi 8 agosto, in onda su RAI 3 a partire dalle ore 00.30 per il ciclo La grande musica di Rai 3, l’opera integrale Tosca di Giacomo Puccini rappresentata al Teatro Carlo Felice di Genova, città natale di ambedue gli artisti, nel giugno 2010, per la regia di Renzo Giaccheri. Edizione questa che sarà presto commercializzata in DVD per l’etichetta Raitrade-Arthaus come già accaduto per le precedenti produzioni con interpreti Dessì e Armiliato della “ Francesca da Rimini“ e de ”La Fanciulla del West”.
E per non perdere ancora una volta i vostri cantanti lirici preferiti, insieme al baritono Giovanni Meoni nel ruolo di Jago, nuovamente in Applausi nella puntata prevista per martedi 9 agosto con argomento il grande capolavoro verdiano Otello rappresentato fra l’altro dagli stessi artisti la scorsa primavera all’Opéra Royal de Wallonie di Liegi, per la regia del Sovrintendente Stefano Mazzonis di Pralafera e che vedeva il debutto assoluto nel ruolo del tenore genovese e che presto sarà disponibile anch’esso sia in formato CD, prodotto dalla major discografica SoloVoce ed in DVD, prodotto dalla etichetta Dynamic.
Un arrivederci a settembre, all'Opera de Wallonie de Liége per Il Trovatore.
martedì 29 giugno 2010
E trionfavan le stelle...

Ecco un po' di recensioni sulle due grandiose recite di Tosca al Teatro Carlo Felice di Genova:
"Daniela Dessì e Fabio Armiliato, che tornavano a cantare nel Teatro della loro città dopo diversi anni (era ora!), hanno colto un incontrovertibile successo personale con ovazioni da stadio che li hanno sommersi dopo "Vissi d'Arte" e "E lucevan le stelle" (bissata). E' evidente il loro affiatamento e il loro legame affettivo, che tanto ha giovato a un'opera "sanguigna" come Tosca."
A.Ottonello, Corriere Mercantile
"Applausi a scena aperta ieri sera al Teatro Carlo Felice di Genova per la “Tosca” di Giacomo Puccini interpretata magistralmente da Fabio Armiliato e Daniela Dessì.
Coppia sia sul palco che nella vita privata, i due hanno incantato il pubblico che li ha ricambiati tributando loro tutta la stima e l’affetto che una città come Genova spesso si crede non sia in grado di offrire in virtù di una millantata freddezza.
Il bis di Armiliato – Caravadossi in “Lucevan le Stelle” era dovuto, gli applausi scroscianti e generosi del pubblico critico ed attento anche. Daniela Dessì con la sua garbata eleganza, la gestualità generosa e delicata, ha saputo interpretare una Tosca colma di passione e fragilità al tempo stesso, e la splendida voce morbida ma potente ne hanno sancito il successo pieno presso pubblico e critica.
Fabio Armiliato è tornato nella sua Genova ed ha saputo conquistare ancora una volta quel Teatro che lo vide debuttare nel 1984 nelle vesti di Gabriele Adorno con il Simon Boccanegra. Molta strada è stata fatta, il suo percorso artistico gli ha visto segnare un successo dopo l’altro e la sua maturazione artistica è oggi giunta al culmine.
Anche Daniela Dessì ha avuto i suoi natali nella Superba. Si è diplomata in canto e pianoforte al Conservatorio “Arrigo Boito”di Parma specializzandosi in canto da concerto presso l’Accademia Chigiana di Siena. Dopo aver vinto il primo premio al Concorso Internazionale indetto dalla Rai nel 1980, ha debuttato con l’Opera Giocosa ne La serva padrona di Pergolesi, costituendo un repertorio comprendente circa 70 titoli da Monteverdi a Prokofiev, passando dal repertorio barocco alle sue straordinarie interpretazioni delle eroine mozartiane e verdiane, fino ad essere considerata oggi la miglior interprete del repertorio verista.
Siamo molto affezionati a questa coppia di assi della musica che sa portare l’Italia – e la nostra Genova – a livelli di eccellenza in tutto il mondo.
Grazie Fabio e Daniela!"
O. Mariotti, Genova-Zena
"Ovazioni anche a scena aperta alla coppia protagonista, il soprano Daniela Dessì e il tenore Fabio Armiliato, che deve addirittura bissare "E lucevan le stelle"... Segno caratterizzante di questa Tosca è stato quello del ritorno al Carlo Felice dei genovesi Dessì e Armiliato: intorno alla loro presenza si è ritagliata l'intera impostazione dello spettacolo. Applauditissimi non solo perchè genovesi, ma anche perchè per loro, insieme e separatamente, Tosca è ormai divenuta un vero cavallo di battaglia, portato nei maggiori teatri lirici del mondo. L'appassionata Tosca di Daniela Dessì appare pienamente consapevole delle stratificate sfaccettature del personaggio, oscillante fra tenerezze e scontrosità, fierezza e ingenuità. E Armiliato è un Cavaradossi stagliato in semplici ma assai efficaci intenzioni interpretative, convincente proprio per la sua diretta espressività."
W. E. Rosasco, Il Secolo XIX
"L'antica locuzione Nemo propheta in patria sua ha trovato clamorosa doppia smentita in occasione della prima di Tosca di Giacomo Puccini andata in scena al Teatro Carlo Felice di Genova lo scorso 8 Giugno. Il cast vedeva infatti nei panni della protagonista il soprano Daniela Dessì ed in quelli del pittore Mario Cavaradossi il tenore Fabio Armiliato: entrambi di origini genovesi e quindi impegnati a giocare “in casa” nel teatro della propria città. L'accoglienza per la coppia di artisti da parte del pubblico è stata assolutamente festosa e le cose del resto non potevano andare diversamente considerato l'alto livello della performance dei due cantanti che vantano con i rispettivi ruoli un rapporto di continuità decisamente significativo (A questo proposito basti solo ricordare che proprio il ruolo di Tosca rappresenta il personaggio portato in scena più volte dalla Dessì, la quale, nonostante sia artefice di una fra le più impegnative e prestigiose carriere dell'attuale panorama lirico mondiale e nonostante abbia abbracciato un repertorio decisamente vasto durante il corso degli anni, è ritornata con cadenza regolare ad interpretare in teatro la sfortunata eroina pucciniana). In questi casi è quindi inevitabile che la grande esperienza maturata nei rispettivi ruoli si faccia valere e che soprano e tenore riescano a gestire in modo ottimale le energie vocali da destinare alle proprie parti (oltremodo impegnative), così come è altrettanto vero che la lunga consuetudine con quest'opera abbia permesso loro di approfondire notevolmente lo scavo psicologico del personaggio affrontato, fornendone un'interpretazione compiuta e definita.Entrando più nello specifico, la Tosca di Daniela Dessì non può che affascinare per i molti meriti esibiti, a cominciare dalla sempre soggiogante qualità timbrica, così rigogliosa in un registro centrale tanto morbido e tornito, specchio di una femminilità procace e sensuale spiccata. Lo si avverte distintamente negli abbandoni melodici dei duetti d'amore del primo e del terzo atto, in cui la passionalità della protagonista emerge in modo prepotente ma naturale, sempre misurato e spontaneo, mai esibito o ricercato. La carnosità timbrica del soprano è avvolgente e seduce insieme a Mario anche l'ascoltatore, conquistato dal fraseggio suadente e da tanta dovizia di mezzi. Nelle parti più drammatiche degli atti secondo e terzo invece, il soprano innerva il proprio canto di una grande tensione interpretativa che la porta ad affrontare con grande sicurezza e slancio tutti gli impegnativi scarti all'acuto prescritti dalla parte (ivi compreso quello della fatidica “lama”, adeguatamente incisivo e svettante), ma sempre senza tradire la natura intimamente lirica della propria voce e senza scadere in effetti di gusto troppo naturalista (la Dessì sceglie per esempio di cantare sempre ogni nota dello spartito, bandendo il ricorso al parlato anche nei punti in cui tradizionalmente esso viene praticato). Nel secondo atto l'appuntamento atteso con il momento solistico del “Vissi d'arte” la trova immedesimata e generosa oltre che festeggiatissima dal pubblico, mentre, per quanto riguarda il gioco scenico, l'attrice si muove sul palcoscenico con naturalezza ed eleganza veramente ammirevoli (doti evidenziate dalla sempre affascinante figura valorizzata dagli splendidi costumi disegnati per il suo personaggio). La conclusione del secondo atto lascia lo spettatore veramente senza fiato, sia per la pertinenza drammatica dei movimenti scenici che per la aderenza psicologica al momento teatrale: in definitiva una lettura maiuscola che conferma l'autorevolezza di un'interpretazione collaudata ma sempre profondamente sentita.
Dello stesso livello l'interpretazione di Cavaradossi offerta da un Fabio Armiliato in ottima forma vocale. Slancio sentimentale e patriottico convivono armoniosamente nella sua raffigurazione di Mario. Il timbro brunito conferisce la giusta virilità al personaggio mentre la propensione verso il canto a mezzavoce esibito nei momenti più intimi mette in risalto il lato più affettuoso e sentimentale dell'amante, come nel caso dell'aria del terzo atto, bissata a furor di popolo ed in cui Armiliato si è guadagnato un bel successo personale. Il lato eroico del personaggio emerge invece nel possesso sicuro del registro acuto che nell'esultanza del secondo atto ("Vittoria! Vittoria!") svetta imperioso ed adeguatamente insolente, provocando immediatamente l'applauso a scena aperta da parte del pubblico. Assolutamente calzanti poi sia la presenza scenica che le notevoli capacità attoriali, che delineano un Cavaradossi veramente credibile.
La direzione di Marco Boemi, alla testa dell'Orchestra del Teatro Carlo Felice, ha saputo equilibrare in maniera ottimale il rapporto voci-orchestra valorizzando adeguatamente le pagine strumentali ricche di colori e suggestioni.
Come anticipato applausi calorosissimi per tutti con punte di grande entusiasmo per la coppia Dessì-Armiliato."
F. Zanella, Operaclick
"La coppia Armiliato-Dessì ha naturalmente raccolto l'entusiasmo del pubblico: Cavaradossi, appassionato amante e spavaldo ribelle, si è congedato dalla vita con un'aria eseguita con gusto musicale e intelligenza; così come Tosca personaggio dipinto con grande esperienza e che con "Vissi d'Arte" ha avuto, meritatamente, caldi consensi dalla platea."B.Catellani, Il Giornale
"Dessì è una Tosca di solido mestiere che in Vissi d’arte ha ottenuto una giustificata ovazione"
R. Iovino, La Repubblica
8 e 10 giugno 2010
Teatro Carlo Felice
Genova
TOSCA
TOSCA: Daniela Dessì
MARIO CAVARADOSSI: Fabio Armiliato
IL BARONE SCARPIA: Claudio Sgura
ANGELOTTI: Nicolay Bikov
SAGRESTANO: Armando Gabba
SPOLETTA: Marssimiliano Drappello
SCIARRONE: Angelo Nardinocchi
UN CARCERIERE: Roberto Conti
Orchestra e Coro del Teatro Carlo Felice
Direttore: Marco Boemi
Regia: Renzo Giaccheri
Scene: Adolf Hohenstein
Allestimento: Fondazione del Teatro dell'Opera di Roma
lunedì 7 giugno 2010
Tosca sul grande schermo!
lunedì 31 maggio 2010
E la tartana arriva finalmente a Genova!

E' grande l'attesa per il ritorno a Genova, loro città natale, di Fabio Armiliato e Daniela Dessì. E il menù previsto per questa importante occasione è decisamente da acquolina in bocca: due recite di gala (8 e 10 giugno) di Tosca, l'Opera che maggiormente ha contribuito a renderli famosi in tutto il mondo, incoronandoli il Mario Cavaradossi e la Floria Tosca di riferimento di questi anni.
Proprio quest'anno, tra l'altro, ricorrono i 110 anni dalla prima esecuzione assoluta del Capolavoro pucciniano e così viene riproposto, in coproduzione col Teatro dell'Opera di Roma, l'allestimento "originale" con le preziose scene di Adolf Hohenstein. Un'occasione in più per non lasciarsi scappare questo evento!

Per chi comunque proprio non riuscisse a raggiungere la Superba, è prevista, in alcune sale cinematografiche (l'elenco sarà pubblicato a breve) italiane ed europee, la tramissione in diretta della recita del 10 giugno.
Ecco infine un'intervista uscita sull'edizione genovese del quotidiano La Repubblica di domenica 30 maggio 2010:
lunedì 4 gennaio 2010
...compier giurasti il voto!

Quindici produzioni in dodici mesi! Quasi un record oseremmo dire! E alcune di queste erano ospitate nelle più importanti piazze liriche europee: Berlino, Londra, Vienna, Zurigo, Roma, Barcellona...
Ora tocca a Voi, esprimere un giudizio col sondaggio qui a lato: quali sono state le prove migliori del nostra Fabio in questo 2009 appena conclusosi?
Aggiungiamo, grazie a youtube, qualche succoso estratto video:
Scena degli enigmi, dalla Turandot di Londra
Solenne in quest'ora, da La Forza del Destino di Vienna
La dolcissima effige, dall' Adriana Lecouvreur di Palermo
Ch'ella mi creda da La Fanciulla del West di Siviglia
Addio, fiorito asil dalla Madama Butterfly di Hannover
Celeste Aida dall'Aida di Verona
Vittoria, vittoria! dalla Tosca di Roma
Guardate, pazzo son dalla Manon Lescaut di Bucarest
Oh dolci mani dalla Tosca di Vienna
puntata di "Loggione" sulla Turandot di Bari
Votate numerosi eh!!!
giovedì 29 ottobre 2009
E avanti a Loro applaudiva tutta Vienna...

Guardare l'aprirsi del sipario della Wiener Staatsoper è un po' come attraversare lo specchio di Alice, si viene trasportati in un'altra dimensione. O meglio ancora, è come fare un salto indietro di mezzo secolo, quando alla regia d'opera altro non si chiedeva che una rassicurante illustrazione delle indicazioni sceniche del libretto. Molto tempo è passato da allora e oggi, grazie a vere e proprie rivoluzioni registiche compiute, a più livelli, prima nel teatro di prosa e poi in quello lirico, la funzione visiva dello spettacolo è passata ad avere un ruolo totalmente attivo nell'interpretazione dell'Opera, un po' come avviene per il canto e la direzione ma (ovviamente) con maggiori margini di libertà. In questa produzione, creata nel 1958 per una leggendaria Tosca con Renata Tebaldi sotto la bacchetta dell'immortale Herbert von Karajan e che porta la firma della ballerina-coreografa Margarethe Wallmann (mentre i bellissimi costumi così come i cupi fondali sono di Nicola Benois), c'è la Maddalena, c'è il canapè nello studio di Scarpia, ci sono i candelabri, c'è l'enorme Arcangelo Michele nel terzo atto. Non manca nulla insomma.
Altrettanto completa è la parte musicale dello spettacolo, a cominciare da una Daniela Dessì in forma smagliante che ci conferma ancora una volta l'indissolubile legame con l'Eroina pucciniana. Già dal primo atto colpiscono la morbida dolcezza donata al duetto con Mario ma anche la dolorosa tristezza dell' "Ed io venivo a lui tutta dogliosa"; negli atti successivi è il versante drammatico a farla da padrone grazie alla prorompente teatralità dell'attrice sempre però al servizio della partitura pucciniana. Interpretazione magistrale insomma, coronata da un "Vissi d'arte", gioiello nel gioiello, di sfavillante emozione.
Prendete un'abbondante manciata di acuti sfavillanti (il "Vittoria!" era in questo senso elettrizzante), una ricca dose di mezzevoci di qualità sopraffina e accostatele ad un physique du role che più idoneo non si potrebbe: ecco il Mario Cavaradossi di Fabio Armiliato. Anche per il tenore genovese è una prova maiuscola, in cui svetta la ricerca di dinamiche espressive sempre varie ed inedite: citiamo, per quanto rigurda questa recita viennese, la lunga serie di pianissimi nel duetto del terzo atto atto, sfumato, anche grazie al dilatarsi dei tempi orchestrali, in una delicata visione quasi onirica. Abbiamo citato l'orchestra e prendiamo qui la palla al balzo per elogiare l'Orchestra della Wiener Staatsoper che, sotto la diligente bacchetta di Keri-Lynn Wilson, realizzano una bellissima prova, in cui le sonorità sono sì ampie ed impetuose, ma mai arrivano a coprire il canto.Il resto del cast si dibatteva tra la sufficienza e la mediocrità, a cominciare dallo Scarpia di Egils Siliņš, dotato sì di bella voce, ma che (debuttante nel ruolo in questo teatro) fatica perfino a ricordare la parte.
La bella serata si è conclusa in trionfo, tra le standing ovation del pignolo pubblico viennese ed il lancio di fiori alle due star italiane.
17 ottobre 2009
Wiener Staatsoper
TOSCA
dirigentin: Keri-Lynn Wilson
inszenierung: Margarethe Wallmann
buhnebild und kostume: Nicola Benois
FLORIA TOSCA: Daniela Dessì
MARIO CAVARADOSSI: Fabio Armiliato
IL BARONE SCARPIA: Egils Siliņš
CESARE ANGELOTTI: Marcus Pelz
Orchester der Wiener Staatsoper
Qualche video:
- "E qual via scegliete..."
- "Floria... Vittoria!"
- "Oh dolci mani..."
martedì 20 ottobre 2009
MUSICA: applausi per coppia Dessì-Armiliato in "Tosca" alla Staatsoper di Vienna

ANSA - VIENNA, 19 OTT - Grandi applausi alla recita di Tosca alla Staatsoper a Vienna con star tutte italiane, Daniela Dessì e Fabio Armiliato, e un direttore donna sul podio dei Wiener Philharmoniker, la canadese Keri-Lynn Wilson. Giunta alla 529esima recita, questa Tosca - una produzione storica, oggi molto datata, della scomparsa Margarethe Wallmann risalente agli anni '50 nell'era di Herbert von Karajan - era affidata ieri alla rinomata coppia di cantanti italiani, coppia nell'arte e nella vita Dessì-Armiliato,molto popolari a Vienna. Convincente anche la conduzione della Wilson, giovane e bella canadese moglie nella vita di Peter Gelb,sovrintendente della Metropolitan Opera a New York, che ha accompagnato con tensione drammatica e vigore la travolgente musica di Giacomo Puccini. Superba l'interpretazione della Dessì, che nei panni di Tosca ha dominato l'azione scenica. In forma eccellente anche Armiliato (Cavaradossi), degno partner anche sulla scena della cantante. Il basso baritono lettone Engils Silins era Scarpia. Boati a scena aperta nelle arie più famose (Vissi d'arte vissi d'amore... E lucevan le stelle... O dolci mani...) e delirio di applausi alla fine con parecchi occhi rossi in sala dopo la fine tragica deidue amanti.
Flaminia Bussotti: ANSA - Vienna
lunedì 19 ottobre 2009
"Buon compleanno, Maestro" (recensione da Operaclick.com)
"Dolce notte, quante stelle. In questo verso di pucciniana memoria si riassume l’esito del grande concerto di beneficenza organizzato dalla Fondazione Luciano Pavarotti al Teatro Comunale di Bologna in occasione del 74° compleanno del celebre tenore. Il pubblico partecipa numeroso e la sala del Bibbiena si riempie in ogni ordine di posti. Gli spettatori accorrono al richiamo del nome dell’artista e, oltre ad omaggiarne la figura con la propria presenza, contribuiscono alla causa dell’ANT, Associazione Nazionale Tumori, cui l’intero incasso della serata è devoluto. Abbiamo la sensazione che non si tratti però dell’abituale pubblico bolognese, ma di una platea più variamente composta, comprensiva di neofiti, di appassionati venuti da lontano e di tenaci ammiratori di qualche specifica personalità musicale chiamata ad esibirsi nel corso della manifestazione. Sul palco infatti una schiera di fulgidi astri della lirica si raccolgono intorno alla memoria del compianto collega-amico. Non accade spesso di assistere ad un evento musicale così ricco di presenze di spicco. La rosa dei solisti è davvero sorprendente e comprende i nomi di Fabio Armiliato, Fiorenza Cedolins, Carlo Colombara, Daniela Dessì, Marcello Giordani, Andrea Griminelli e Raina Kabaivanska, accompagnati dall’Orchestra Arteatro del Teatro Sociale di Mantova, guidata dal M° Fabrizio Maria Carminati. Lo sviluppo della serata è abilmente concertato da un brillante Lucio Dalla che, in veste di presentatore, condisce l’atmosfera con l’elegante ironia di chi ha intimamente conosciuto ed ammirato Luciano Pavarotti. I numerosi aneddoti di vita raccontati, i videomontaggi commemorativi proiettati sul grande schermo e la voce stessa di “Big Luciano” diffusa in sala hanno contribuito a rievocare la figura semplice ed al contempo incisiva di un uomo che ha fatto la storia della musica.
A completamento della prestigiosa rosa di presenze femminili si fronteggiano, forse per la prima volta sullo stesso palcoscenico, due tra i più celebri soprani della scena lirica odierna: Fiorenza Cedolins e Daniela Dessì.
Daniela Dessì si fa attendere e, stravolgendo l’ordine del programma di sala, non compare in scena che nella seconda parte del concerto. Tuttavia l’affetto che il pubblico bolognese le riserva è grande e sincero, tanto che al termine di una delle romanze eseguite un grido levatosi dalla platea prorompe con ammirazione: “E’ così che si canta!”. E l’applauso abbondantemente fragoroso appena terminato viene subito replicato. In verità appare un poco sbrigativo l’approccio a “Vissi d’arte”, forse penalizzato dalla scelta di una ritmica non particolarmente funzionale all’esaltazione del fraseggio, e la voce, pur distinguendosi per volume e proiezione, incorre talvolta in qualche forzatura nel registro acuto. Ma in “Pace, pace, mio Dio” l’artista raggiunge un livello d’espressività perfettamente compiuto, arricchito da un carisma interpretativo particolare e da una buona disinvoltura nella gestione della massa vocale, sempre preziosa ed abbondante, assolutamente in grado di riempire la sala.
Non è da meno la partecipazione maschile, che vede in Fabio Armiliato uno dei protagonisti più brillanti della serata. Il tenore propone dapprima una convenzionale interpretazione di “E lucean le stelle”, ma convince del tutto in “Un dì all’azzurro spazio”, dove ha modo di cimentarsi in un approccio più autenticamente drammatico e penetrante, costruito su di un canto sfogato di gusto eroico che molto si addice alle caratteristiche vocali dell’interprete e conferisce una vibrante passione all’interpretazione."
Filippo Tadolini, Operaclick.com
12 ottobre 2009
Teatro Comunale di Bologna
Buon compleanno, Maestro
Fabio Armiliato, Fiorenza Cedolins, Carlo Colombara, Daniela Dessì, Marcello Giordani, Andrea Griminelli, Raina Kabaivanska
Orchestra del Teatro Sociale di Mantova; Fabrizio Maria Carminati
giovedì 8 ottobre 2009
domenica 19 luglio 2009
I vent' anni di Mario!
Che l' opera all' aperto sia una scelta non propriamente felice, è un dato di fatto. Basta uno sguardo, anche distratto, alla storia del Melodramma per accorgersene: il luogo deputato da sempre alla sua rappresentazione resta il teatro o, comunque, un limitato luogo coperto. Ma in estate, complice l' aumento delle temperature ecco spuntare qua e là, un po' come funghi, rassegne musicali "open air", anche nei luoghi meno adatti. E' questo il caso delle Terme di Caracalla, ai piedi dell' Aventino, luogo in cui, durante i mesi più caldi, viene trasferita la stagione romana. Location oltremodo suggestiva, non c’è dubbio, ma circondata da arterie sempre cariche di traffico e coronata dal volo degli aeroplani. Si è reso quindi necessario, soprattutto ora che il palco non viene più allestito all' interno del raccolto calidarium, per garantire una decorosa fruizione dello spettacolo, il ricorso all' amplificazione, con buona pace della magia scaturita dal canto lirico, dal miracolo della proiezione di una voce.
Dopo questo piccolo, ma doveroso, preambolo veniamo subito a parlare del punto forte di questa produzione di Tosca: il ritorno di Fabio nel luogo in cui, vent' anni fa, per la prima volta indossò i panni di Mario Cavaradossi. E, ovviamente anche questa Tosca numero 135 (sperando di non sbagliarci...) si è risolta in un trionfo! Strepitoso vedere come un ruolo che ogni volta sembra aver raggiunto la perfezione assoluta, la volta successiva ci si riveli sempre migliore. La potenza dello squillo (elettrizzante il Vittoria), il lirismo mai melenso del primo e soprattutto del terzo atto (spettacolare la mezzavoce di disciogliea dai veli), la varietà degli accenti e la bella presenza scenica ne fanno il Cavaradossi per eccellenza di questo inizio di millennio.
Giorgio Surian è uno Scarpia in abiti cardinalizi, viscido ed algido allo stesso tempo, molto più vicino al Frollo di vittorughiana memoria che al sadico barone creato da Sardou. Di rilevo comunque la prova vocale, anche se maggiore personalità non sarebbe guastata.
Diligenti i comprimari, ma anonima la direzione di Paolo Olmi.
Franco Ripa di Meana sposta l’ azione agli anni ’10-’20 del XX secolo. O almeno questo ci suggeriscono i discutibili costumi di Silvia Aymonino (quello di Tosca del II atto sarebbe stato più adatto per Mimì Tirabusciò…). La scena (Edoardo Sanchi) è fissa: una foto della Capitale vista dall’ alto in cui sono evidenziati, con cerchi rossi, i tre luoghi dove è ambientata la vicenda. Dello stesso colore è il Tevere. Tante le gratuità registiche durante lo spettacolo come le fiamme che avvolgono il coro nel Te Deum, Tosca che uccide Scarpia con un crocifisso, il belante agnellino durante lo stornello del Pastorello, il suicidio della protagonista evocato dal suo afflosciarsi sul fiume rosso…
Insomma, mi sembra ormai chiaro: il nostro Mario Cavaradossi avrebbe meritato ben altre compagnie per festeggiare i suoi primi vent’anni!
14 agosto 2009
Terme di Caracalla
TOSCA
personaggi e interpreti:
FLORIA TOSCA: Micaela Carosi
MARIO CAVARADOSSI: Fabio Armiliato
IL BARONE SCARPIA: Giorgio Surjan
ANGELOTTI: Alessandro Svab
Coro di Voci Bianche di Roma dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia e del Teatro dell'Opera
Orchestra e Coro del Teatro dell' Opera di Roma; PAOLO OLMI
regia: Franco Ripa di Meana
Nuovo allestimento
lunedì 13 luglio 2009
...ci siamo!!!

Dovrebbe essere ormai disponibile in tutti i negozi di dischi il nuovo cd: Nessun Dorma. Uno splendido omaggio a Puccini, dipanato dal nostro amato Fabio nei diciassette brani che ripercorrono sì tutto il corpus del Genio di Lucca, ma anche la vera e propria carriera del Tenore genovese. Sarà impossibile ascoltando "Ch' ella mi creda..." non ritornare con la mente allo storico bis concesso l' anno scorso a Roma durante le recite de La Fanciulla del West a Roma; oppure, arrivati all' "E lucevan le stelle" non rendersi conto dell' ormai indissolubile legame tra Fabio e Mario Cavaradossi. Proprio questa estate, infatti, nello stesso suggestivo scenario delle Terme di Caracalla che lo vide esordire nel 1989, ricorre il ventennale del debutto nel ruolo ormai portato per ben 135 (!) volte sulle scene dei teatri di tutto il mondo. Non mancheranno altresì le chicche, come "Firenze è come un albero fiorito...", oppure arie che speriamo serviranno come antipasto per un debutto nella totalità del ruolo: Edgar e il Roberto de Le Villi.
Orchestra e Coro della Fondazione Arena di Verona; Marco Boemi
TRACKLIST
1. "Orgia, chimera" da Edgar
2. "Ecco la casa... Torna ai felici dì" da Le villi
3. "Tra voi, belle, brune e bionde" da Manon Lescaut
4. "Donna non vidi mai" da Manon Lescaut
5. "Ah! Manon, mi tradisce" da Manon Lescaut
6. "Ah! Guai a chi la tocca!... No, pazzo son!" da Manon Lescaut
7. "Che gelida manina" da La Bohème
8. "Recondita armonia" da Tosca
9. "E lucevan le stelle" da Tosca
10. "Addio, fiorito asil di letizia e d’amor!" da Madama Butterfly
11. "Avete torto... Firenze è come un albero fiorito" da Gianni Schicchi
12. "Hai ben ragione" da Il Tabarro
13. "Io voglio la tua bocca... Folle di gelosia" da Il Tabarro
14. "Una parola sola... Or son sei mesi che mio padre morì" de La fanciulla del West
15. "Ch’ella mi creda libero e lontano" da La fanciulla del West
16. "Non piangere, Liù" da Turandot
17. "Nessun dorma" da Turandot
domenica 12 luglio 2009
Mario Cavaradossi compie vent' anni!
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Ecco un' interessante intervista rilasciata al mensile VTService.it in occasione del ventennale del debutto alle Terme di Caracalla come Mario Cavaradossi: http://www.youtube.com/watch?v=6vHshwAU51o
venerdì 5 giugno 2009
“Tosca” o l’èxit de l’esforç col·lectiu

"La terna de cantants que interpreten els rols protagonistes de "Tosca" han de tenir grans facultats vocals i una alta vis dramàtica perquè les escenes més tràgiques resultin creìbles i no caiguin en la pantomima. És per açò que, avui per avui, comptar amb la presència de figures internacionals de la talla de Joan Pons i de la parella Dessì-Armiliato ès tot un luxe.
El paper de "Tosca" és per a una prima donna de pura raça i Daniela Dessì ho ès. Molt exigent tant vocalment com escènica, la soprano italiana realitza una interpretació extraordinària de la gelosa heroìna. La seva simple presència en escena ja sedueix. Perà és amb una veu voladora, dolça, perfectament timbrada en tots els registres com aconsegueix emocionar; i aix’ va quedar palès en un "Vissi d'arte" per emmarcar.
Cavaradossi representa la figura de l'heroi i evoca l'esperit del Risorgimento italià. Artista i liberal, és el personatge que compta amb els moments de màxim lirisme sobretot en les seves cèlebres àries "Recondita armonia" (Acte I) i "E lucevan le stelle" (Acte III). En elles, la interpretaciò dè Armiliato, va ser molt ovacionada.
El pùblic, que omplia el coliseu maonés fins dalt de tot, va ésser testimoni de tot un exemple d'entrega i professionalitat. Les altres cites per comprovar-ho avui i demà passat."
J. V. Vanò; Menorca.info, 2 Giugno 2009
sabato 2 maggio 2009
130 volte solo... per Tosca!

Dal nostro inviato Testa: Un vero e proprio record! Con l’ultima trionfale recita del 26 aprile 2009 andata in scena nella prestigiosa Opernhaus di Zurigo, Fabio ha tagliato il traguardo delle 130 recite nel ruolo di Mario Cavaradossi in Tosca.
E lo ha fatto in grande stile,con una recita appassionante in un ruolo di cui ormai lui è un punto di riferimento assoluto da più di... vent’anni!
Si, perché un altro prestigioso traguardo si sta avvicinando per il tenore: Il prossimo luglio interpreterà ancora il ruolo di Cavaradossi a Roma alle Terme di Caracalla…ebbene sarà il suo anniversario dei vent’anni dal suo debutto in Tosca che proprio avvenne nello stesso anfiteatro romano il 2 Agosto 1989!
Tornando alle due recite di Zurigo datate 23 e 26 aprile è ancora emerso lo straordinario stato di forma del tenore genovese che ha mostrato un canto dotato di fraseggio omogeneo con punte di grande impatto vocale negli acuti e nelle arie di punta dell’opera, che hanno strappato applausi entusiastici e convinti, costringendo l’ottimo direttore Carlo Rizzi a dover fermare l’esecuzione dell’opera stessa per consentire gli applausi di rito. Al suo fianco ha ben figurato Emily Magee nel ruolo di Tosca che, con genuina prova artistica, ha sfruttato al meglio la sua voce e tecnica che, pur avendo una timbrica rivolta maggiormente alle opere wagneriane (specialmente Lohengrin su tutte) ha piacevolmente colpito per la sua presenza scenica e per l’ottima esecuzione della celebre aria “Vissi d’arte” risolta con mestiere e intensità emotiva accurata.
Buona prova anche per Thomas Hampson, sicuro vocalmente e scenicamente nei panni dell’infido Barone Scarpia. Ottima complessivamente la prova di tutti i comprimari che si sono, con i protagonisti in scena,ben calati nell’impegnativa regia di Robert Carsen, e la già precedentemente citata direzione di Carlo Rizzi al cospetto di un’orchestra perfetta nel suono e ben calibrata in tutti i suoi elementi.
26 aprile 2009
Zürich, Opernhaus
T O S C A
personaggi e interpreti:
TOSCA: Emily Magee
MARIO CAVARADOSSI: Fabio Armiliato
IL BARONE SCARPIA: Thomas Hampson
ANGELOTTI: Valeriy Murga
SAGRESTANO: Giuseppe Scorsin
SPOLETTA: Peter Straka
SCIARRONE: Morgan Moody
direzione: Carlo Rizzi
regia: Robert Carsen
mercoledì 24 dicembre 2008
Fabio... ritorna vincitor!!!

"When Michael Capasso, the general director of Dicapo Opera Theater, appeared on the stage of the Rose Theater on Monday night to introduce his modest company’s ambitious Puccini gala, he knew the mood in the hall might be tense.
To celebrate the 150th anniversary of Puccini’s birth, to the day, Dicapo was performing excerpts from all 10 of his operas in chronological order. But the gala had been beset with cancellations from several important singers, changes that the company’s Web site and promotional materials had inadequately acknowledged.
To defuse the tension during his welcoming speech, Mr. Capasso began with a stunt. As he explained the reasons for the cancellations, an audience member, playing an irate patron in a tuxedo, stood up, shouted angrily and heaved his shoe at Mr. Capasso, whose reflexes proved to be as nimble as those of President Bush.
Joking aside, some of the cancellations were caused by personal crises. The soprano Daniela Dessì injured her face in a car accident. The tenor Francisco Casanova had to rush home to the Dominican Republic to be with his gravely ill mother.
The company does seem to have bungled things with the popular soprano Aprile Millo, who was announced as a participant but asserts on her blog that she was never asked to appear. Mr. Capasso counterasserts that he had numerous exchanges with Ms. Millo’s manager.
To top it off, the great soprano Renata Scotto, scheduled to host the gala, also withdrew at the last moment, Mr. Capasso sheepishly explained, so that she could be on hand for the birth of her first granddaughter, who arrived on Saturday.
In any event, against all odds the three-hour gala turned out to be a rewarding survey of Puccini’s achievement. The orchestra and chorus Dicapo typically recruits for its productions were expanded significantly for this ambitious program. And the singers who participated included major artists, like the tenor Fabio Armiliato (Ms. Dessì’s husband) and the soprano Verónica Villarroel, who substituted for Ms. Dessì (though Mr. Capasso failed to announce her in his introduction). Four conductors took turns at the podium: Francisco Bonnín, Pacien Mazzagatti, Victor DeRenzi and Eve Queler, who is well known to New Yorkers.
Naturally, it is hard to meet expectations in operas as beloved as “La Bohème” and “Tosca,” which have long heritages of legendary performances. But the chronological format of this program put the emphasis on the music and the composer’s development.
“Le Villi,” Puccini’s debut opera , which had its premiere in Milan in 1884 when he was 25, is set in the Black Forest during the Middle Ages, a mystical tale of an honorable maiden deserted by her betrothed. Puccini was never satisfied with the work, which remains little known. But in the Trio and Prayer performed here — with Julianna Di Giacomo, a promising young lyric soprano; the baritone Michael Chioldi; and the tenor John Matz (substituting for Mr. Casanova) — you at least heard all the ingredients for a fine Puccini opera.
After two excerpts from “Edgar,” Puccini’s second opera, another work in which the composer was finding his way, Ms. Villarroel and Mr. Armiliato gave their all to the impassioned Act II duet from “Manon Lescaut,” Puccini’s first truly great work, from 1893.
In the excerpts from “Tosca,” the soprano Irina Rindzuner brought her powerful if hard-edged voice and impetuosity to the title role. Mr. Armiliato stopped the show with an elegant account of Cavaradossi’s aria “E lucevan le stelle,” complete with fine-spun pianissimo phrasing and exciting top notes.
Ms. Di Giacomo’s affecting performance of “Senza Mamma” from the one-act “Suor Angelica” (part two of “Il Trittico”) was another highlight. Ms. Rindzuner’s fearless though somewhat strident account of the daunting aria “In Questa Reggia” from “Turandot” earned her a rousing ovation.
But the star of the evening for me was Mr. Armiliato, who was also excellent in Dick Johnson’s Act III aria from “La Fanciulla del West.” He delivered a superb account of “Nessun dorma” from “Turandot.” Why has this stylish Italian tenor been absent from the Metropolitan Opera since 2004?
The program ended the only way it possibly could have, when Ms. Villarroel brought alluring colorings and lyrical poignancy to Liu’s death scene from Act III of “Turandot,” the last music Puccini wrote before he died at 65 in 1924, leaving the opera’s final scene incomplete.
All the participants came onstage as Mr. Capasso wheeled out a birthday cake. The audience joined the performers in saluting Puccini, his image peering from a poster hovering over the stage and looking justifiably satisfied."A. Tommasini, The New York Times; 23/12/2008
venerdì 28 novembre 2008
TRIESTE: ecco un artista... anzi tre!!!

"Coraggiosa scelta quella del Teatro Verdi di Trieste di inaugurare la stagione con un titolo particolare e sempre troppo desueto come la Francesca da Rimini di Zandonai..."
Ecco, così avrei voluto iniziare questo post.
Ed invece, grazie alle scelte di un governo che vuole farci credere che la Cultura non sia un diritto, non sia un bene indispensabile per la crescita dell' individuo, ecco abbattersi la scure dei tagli. Tra cui quelli inflitti al Fondo Unico per lo Spettacolo che hanno drasticamente diminuito i finanziamenti statali ai Teatri. Così la Fondazione triestina si è trovata, nel giro di pochi mesi, a dover cercare un' alternativa per utilizzare gli artisti già sotto contratto. Ed eccoci quindi a questa Tosca (impiego migliore non poteva essere fatto).
Daniela Dessì conferma ancora una volta l' indissilubilità del suo legame con la passionale Floria. Ogni parola, ogni frase, ogni accento sembra uscire non dall' opera di Puccini, non dal libretto di Illica e Giacosa, ma dalla stessa Daniela tanto appare intimamente vissuto. Era la quarta volta nel giro di sei mesi che la vedo vestire i panni di Tosca ed ogni volta riesce a strabiliarmi, a trasmettermi qualcosa di nuovo.
Al suo fianco uno dei migliori Cavaradossi di sempre: Fabio Armiliato. Ed anche qui l' identificazione col personaggio è pressocchè totale e passa attraverso una magistrale linea di canto piegata ai toni lirici del primo atto, a quelli drammatici del secondo e che trova il suo terreno d' elezione in un commoventissimo "E lucevan le stelle" dalla miracolosa mezzavoce su "disciogliea dai veli".
Juan Pons è una Scarpia catalizzatore, forse in taluni punti un po' troppo sopra le righe, ma di sicuro impatto teatrale.
Non convince molto, invece, la direzione di Donato Renzetti, spesso palesemente lontana dal desiderio di "accompagnare" i cantanti (che per un direttore d' Opera dovrebbe essere basilare...)
L' allestimento scelto, coprodotto tra la Fondazione Arena di Verona e il Teatro delle Muse di Ancona e firmato di Giovanni Agustinucci, appare un po' inconcludente, teso a caricare la vicenda di discutibile aneddotismo sadico (l' inizio del secondo atto coi due lottatori seminudi è davvero gratuito...).
Alla fine successo per tutti!
25 novembre 2008; Trieste, Teatro Verdi
TOSCA
FLORIA TOSCA: Daniela Dessì
MARIO CAVARADOSSI: Fabio Armiliato
IL BARONE SCARPIA: Juan Pons
CESARE ANGELOTTI: Alessandro Svab
IL SAGRESTANO: Nicolò Ceriani
SPOLETTA: Gianluca Bocchino
SCIARRONE: Giuliano Pelizon
Maestro Concertatore e Direttore: Donato Renzetti
Regia, scene, costumi e luci: Giovanni Agostinucci
domenica 9 novembre 2008
...e lucevan le Stelle!
Dalla nostra inviata CaludiaO.:
"Il Filarmonico di Verona rende omaggio a Puccini in occasione dei 150 anni dalla nascita. Sul palco, ovviamente, Daniela Dessì e Fabio Armiliato. Coinvolgenti, trascinanti, appassionanti. Diretti da un ottimo Marco Boemi che sa il fatto suo.
Daniela è splendida, come sempre. In abito rosso (prima) e nero (poi) si conferma una delle migliori interpreti puccinane dei giorni nostri è dà voce (e che voce!) a tutti quei personaggi semplici eppure complessi del Maestro di Lucca che sono entrati di diritto nell’antologia dell’opera italiana. Manon, Tosca, Butterfly, Liù. Struggente il duetto finale.
Fabio è in ottima forma, voce piena e timbro sicuro. splendido Cavaradossi, sfodera un suo cavallo di battaglia come “Ch’ella mi creda libero e lontano” in maniera pressochè perfetta e finisce con un “Nessun dorma” da ovazione. Il teatro è letteralmente infiammato.
A fine serata gli Artisti (perché di Artisti, con la “A” maiuscola, si tratta e ne abbiamo avuto l’ennesima conferma ieri sera) ci regalano il duetto del finale del primo atto di Bohème. “O soave fanciulla” non è in programma, ma chiudere con la morte di Liù probabilmente non renderebbe omaggio al genio creativo di Puccini, che in realtà è appassionato ed attaccato alla vita. Così il pubblico si scioglie in una delle pagine più belle della lirica pucciniana. Che m’ami dì, io t’amo. Fabio e Daniela sono catalizzanti sul palco. Commuovono e coinvolgono. Tanto che il pubblico richiede a gran voce il bis. E viene accontentato: “O mio babbino caro” (lei) e “Addio fiorito asil” (lui) accompagnati al pianforte da Boemi.
Ci sono serate che chi ama la buona musica difficilmente scorda. Il Gala Puccini di ieri sabato 8 Novembre al Filarmonico di Verona è stata una di queste."
Ricordo inoltre che in occasione di questa serata sono stati realizzate ben due registrazioni DECCA a tema pucciniano.
GALA PUCCINI
nel 150° anniversario dalla nascita
direttore: Marco Boemi
soprano: Daniela Dessì
tenore: Fabio Armiliato
voce recitante: Paola Gassman
Orchestra e Coro dell' Arena di Verona
maestro: Marco Faelli
PROGRAMMA:
- da Le Villi: Intermezzo sinfonico
- da Manon Lescaut: "Tu, tu amore?", Intermezzo
- da Tosca: "Vissi d' arte", "E lucevan le stelle", "Mario, Mario, Mario!"
- da Madama Butterfly: Coro a bocca chiusa, "Un bel dì vedremo"
- da La Fanciulla del West: "Ch' ella mi creda"
- da Turandot: "Nessun dorma", "Tu che di gel sei cinta" e morte di Liù
- da La Bohème: "O soave fanciulla"
bis:
- da Gianni Schicchi: "O mio babbino caro"
- da Madama Butterfly: "Addio fiorito asil"
