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sabato 12 novembre 2011

Fabio Armiliato intervistato a Radio Monte Carlo!


Domenica 13 novembre, a poche ore della prima recita del Mefistofele che inaugura la stagione lirica monegasca, Fabio Armiliato verrà intervistato nel programma radiofonico RMC Magazine. L'appuntamento è alle ore 13:15 su Radio Monte Carlo, disponibile anche in streming.
Buon ascolto!

domenica 31 luglio 2011

Fabio Armiliato e Daniela Dessì in importanti appuntamenti televisivi in agosto!


Sarà un’estate all’insegna della lirica quella che si prospetta nei palinsesti televisivi che vedranno impegnati Daniela Dessì e Fabio Armiliato in diverse apparizioni televisive.
Si comincia subito Lunedi 1 agosto, su RAI 1, con la trasmissione Applausi. Dagli studi della RAI di Roma, per questo appuntamento culturale condotto dal giornalista Gigi Marzullo, Daniela Dessì e Fabio Armiliato saranno i protagonisti di un interessante dibattito e confronto su Norma di Bellini, da loro rappresentata al Teatro Comunale di Bologna nel 2008, per la regia di Federico Tiezzi e ormai storico debutto del grande soprano nel ruolo della sacerdotessa druida.
Qualche giorno di breve attesa e, in data Lunedi 8 agosto, in onda su RAI 3 a partire dalle ore 00.30 per il ciclo La grande musica di Rai 3, l’opera integrale Tosca di Giacomo Puccini rappresentata al Teatro Carlo Felice di Genova, città natale di ambedue gli artisti, nel giugno 2010, per la regia di Renzo Giaccheri. Edizione questa che sarà presto commercializzata in DVD per l’etichetta Raitrade-Arthaus come già accaduto per le precedenti produzioni con interpreti Dessì e Armiliato della “ Francesca da Rimini“ e de ”La Fanciulla del West”.
E per non perdere ancora una volta i vostri cantanti lirici preferiti, insieme al baritono Giovanni Meoni nel ruolo di Jago, nuovamente in Applausi nella puntata prevista per martedi 9 agosto con argomento il grande capolavoro verdiano Otello rappresentato fra l’altro dagli stessi artisti la scorsa primavera all’Opéra Royal de Wallonie di Liegi, per la regia del Sovrintendente Stefano Mazzonis di Pralafera e che vedeva il debutto assoluto nel ruolo del tenore genovese e che presto sarà disponibile anch’esso sia in formato CD, prodotto dalla major discografica SoloVoce ed in DVD, prodotto dalla etichetta Dynamic.

Un arrivederci a settembre, all'Opera de Wallonie de Liége per Il Trovatore.

sabato 23 aprile 2011

Un'intervista ad Otello!

In occasione del debutto di Fabio Armiliato in “Otello” di Giuseppe Verdi, a Liegi, ho avuto modo di incontrarlo per parlare della preparazione di questo ruolo così bello ed allo stesso tempo difficile da costruire. La sua emozione e passione nell’affrontare un nuovo personaggio sono un esempio per ogni artista che debba avvicinarsi ad un debutto importante.
Parlare di Otello in Verdi e Shakespeare significa parlare di un capolavoro assoluto del melodramma e del teatro, quali sono le sue riflessioni riguardo a questa grande tragedia?

Otello segna un momento decisivo nella vita artistica di un tenore e penso anche di un attore; Verdi ha cominciato la sua versione di Otello con una tempesta di fortissimo impatto musicale e quasi a preannunciare la tragedia interiore di Otello tormentato dai dubbi e dalla gelosia. Sicuramente è un punto d’arrivo per un tenore e non solo vocalmente, Verdi richiede qui uno sforzo interpretativo maggiore mentre in altri casi era più vocale; bisogna ricordare l’importanza dell’influenza musicale che Arrigo Boito, librettista di Otello e poi di Falstaff, ebbe sui compositori italiani della giovane scuola e sull’ultimo Verdi per la grande ammirazione che aveva per Wagner ed esempi di questa influenza si possono trovare secondo me anche in Gioconda.

Otello come colossale impegno vocale ma anche come uomo, qual è per lei l’aspetto più interessante nel personaggio?
Indubbiamente l’aspetto vocale mi affascina molto ma la lettura interpretativa è più complicata e per me indirizzata più all’Otello come uomo e non come eroe, il suo è un dramma universale che prescinde dallo spazio e dal tempo in cui è ambientata la storia e questo lo sapeva anche Shakespeare che in ogni suo lavoro ha sempre cercato di incarnare sentimenti e situazioni universalmente valide, calate poi in un contesto storico o fiabesco che fosse. In Otello si trova l’amore appassionato, la gelosia, l’odio, l’arrivismo politico in Jago, l’omicidio…c’è tutto ciò che un uomo può sperimentare nella propria vita e questo è un caso unico almeno per i personaggi che finora ho affrontato.

E scenicamente come sarà il suo Otello?
Un Otello un po’ diverso da come viene rappresentato di solito, non un africano ma più un arabo, moresco; tra l’altro mi viene a mente un aneddoto della vita di Verdi a proposito della sua concezione scenica di Otello. Mentre scriveva l’opera andò ad assistere ad una recita del dramma di Shakespeare con Tommaso Salvini come protagonista e gli piacque per l’asciuttezza di tratti e la scioltezza recitativa, caratteristiche in cui mi sono rivisto.



Torniamo su un argomento sfiorato anche prima e cioè le difficoltà di Otello, sono più quelle vocali o quelle interpretative?
Per quanto mi riguarda preparare la parte vocale di Otello è più semplice che entrare nel personaggio, occorre più un grande artista che un grande vocalista. La lunga esperienza di palcoscenico aiuta a raggiungere la propria mèta interpretativa, si inizia in maniera eroica con l’”Esultate!”, si prosegue con l’autorità del governatore con “Abbasso le spade” e si finisce il primo atto nell’espressione pura dell’amore per Desdemona. Già qui si trovano almeno tre stati d’animo differenti che poi si moltiplicheranno negli atti successivi, per arrivare al terzo che un turbine di emozioni contrastanti. Vocalmente è difficile realizzare, così come Verdi lo scrive, il declamato presente in molti punti dello spartito e su un registro medio che bisogna fare attenzione a non gonfiare per evitare ripercussioni sul registro acuto. Tra i ruoli verdiani che ho affrontato sicuramente Radames in “Aida” è vocalmente più pesante perché si sviluppa in tessitura più acuta.

E per quanto riguarda Il trovatore?
A dir la verità Manrico non è poi così faticoso come Radames o altri personaggi verdiani e questo semplicemente perché Verdi lo scrisse in un periodo in cui il belcanto donizettiano era ancora il campo specialistico di molti cantanti, infatti nella tessitura di Manrico non si trovano salti troppo bruschi o frasi di estrema drammaticità ma si svolge tutta su un registro medio considerando poi il fatto che le puntature, che vengono tradizionalmente eseguite, a “deserto sulla terra”, alla fine del secondo atto e nella “pira” non sono scritte da Verdi ma aggiunte dai tenori nel tempo e divenute ormai una inevitabile costante. Paradossalmente sono gli esterni di Manrico i brani più temibili, appunto “Deserto sulla terra” e gli interventi nel Miserere scritti per una zona della voce (registro di passaggio-registro acuto) che è più difficile da sostenere ma che, cantando fuori scena, ha un suono più incisivo che arriva allo spettatore. Posso dire lo stesso di “Cielo di stelle orbato” dal Simon Boccanegra.

Cosa può dirmi del rapporto di Franco Corelli con Otello? Nell’ultima parte della carriera, fine anni ’60 ed anni’70, si dedicò a ruoli lirici come Macduff, Rodolfo, Edgardo, Roméo…oltre a mantenere i vari Calaf, Don Josè…perché secondo lei non si spinse verso ruoli drammatici che ormai avrebbe potuto affrontare senza alcun problema?
La domanda che mi fai è molto interessante e mi consente di parlare di Franco, una delle persone che più hanno contato per me dal punto di vista artistico ed umano. Il suo rimpianto più grande era non aver mai affrontato Otello, che pure gli avevano proposto molte volte, ne Manon Lescaut che è vocalmente forse molto più insidiosa; di Otello aveva già in programma la registrazione per la EMI con Mirella Freni come Desdemona che poi purtroppo cancellò e venne invece realizzata da James McCracken e Gwyneth Jones. Con me Corelli è stato una persona meravigliosa: ricordo i consigli che mi dette in occasione del mio debutto al Metropolitan di New York con Il Trovatore nel 1992. Amava molto Verdi e Otello era però per lui un banco di prova enorme non per la vocalità che non aveva paura di sfidare ma perché nutriva una così grande ammirazione per l’interpretazione del suo amico Del Monaco che non voleva porsi ad un confronto inevitabile. Personalmente credo che Corelli avesse in fondo un’anima romantica che lo portò a fine carriera a preferire di affrontare addirittura ruoli più lirici e torturati, come per esempio Edgardo e Werther, anzichè cimentarsi in ruoli più epici come appunto Otello o Sansone.

Inevitabile chiedere una riflessione sugli Otello del passato.
Intanto voglio dirti che il mio Otello sarà plasmato sulle mie possibilità e capacità, quindi con la mia generosità vocale darò sfogo ai punti di puro canto senza forzare nel declamato che, come dicevo prima, è lo sbaglio maggiore perché va ad intaccare il registro acuto e risolverò scenicamente il personaggio basandomi sulla figura di Uomo e non di eroe. Tra gli Otelli del passato è doveroso ricordare Mario del Monaco che è stato Otello per poco meno di 500 volte ed ha lasciato testimonianza di una voce, un temperamento fuori dal comune...

Però secondo me in alcuni punti Del Monaco spinge troppo la voce invece di modulare come richiederebbe anche Verdi, non so se lei è d’accordo.
…su questo si può riflettere, infatti l’Otello di Del Monaco è giocato più sul piano vocale che interpretativo mentre il suo diretto successore, cioè Domingo, non avendo le stesse qualità vocali costruì di più l’uomo-Otello scenicamente e musicalmente parlando. Vocalmente però Del Monaco è insuperato ed insuperabile perché non si sentirà mai più un declamato così scolpito ed incisivo ne acuti tanto saldi e squillanti, anche negli ultimi anni. Poi non ci sono stati solo loro, sulla scia di Del Monaco ci sono glorie del teatro come Pier Miranda Ferraro, Gianfranco Cecchele ed ancora Carlo Cossutta…ed altri, ognuno dei quali ha dato un’impronta personale a questa figura così universale.

Riguardo all’allestimento di Otello, pensa che sia giusto realizzare qualcosa di innovativo (ma intelligente) o bisogna attenersi al periodo storico indicato da Shakespeare e quindi da Verdi-Boito?
Come dicevamo prima Otello, e con questa anche altre opere di Shakespeare, è una tragedia universale, dramma dell’uomo e non di un uomo solo, allora da questo punto di vista penso si possa fare qualcosa di diverso rispetto alla tradizione. L’allestimento di Liegi, di cui ho visto i bozzetti ed i figurini, è molto bello costruito come una sorta di teatro nel teatro a voler dare l’idea che viene rappresentata una vera e propria tragedia teatrale, prima che opera in musica. La musica di Verdi è descrittiva delle passioni espresse dall’azione, tutto è tragedia anche ad un livello più astratto come quello musicale.

Voi cantanti italiani oggi siete purtroppo sempre più costretti ad andare all’estero a cantare, come vede questa situazione tragica che vive il nostro paese?
Purtroppo sono molto rattristato da ciò che sta accadendo qui, nel paese dell’opera e della cultura, una delle culture più ricche del mondo. Personalmente sono cresciuto nei teatri esteri, soprattutto in Germania e negli Stati Uniti ed ho potuto constatare il modo di lavorare degli altri paesi in ambito teatrale. Debuttai nel 1981 come Dr. Cajus in Falstaff e poi nell’84 come Gabriele Adorno con i complessi dell’opera di Genova in tournée estiva e nel 1986 avvenne il debutto importante come Licinio ne La Vestale a Jesi, poi ancora Cavaradossi ed Ernani all’Opera di Roma, Pollione Lyon, La cena delle beffe a Wexford e da qui cominciò la carriera internazionale grazie anche all’agente che aveva molti contatti all’estero. Il modo di lavorare dei teatri americani è molto diverso dal nostro poiché basano gran parte del loro budget su finanziamenti privati, i sovrintendenti cercano sovvenzioni dalle banche e dagli enti di maggior spicco. Da noi purtroppo tutto si basa sull’aiuto che viene dallo Stato, un aiuto che sta scemando sempre più economicamente ed anche umanamente, da noi non c’è alcun amore per l’arte e solo ciò che è popolare e di sicuro successo è premiato e sovvenzionato. Ci troviamo però anche in un paese in cui i teatri hanno spesso sperperato i soldi che avevano senza attuare, per esempio, un vasto giro di coproduzioni che consentono di spendere meno e di avere spettacoli per un periodo più lungo ed a livelli medio-alti. Bisognerebbe creare delle compagnie itineranti tra i vari teatri, proporre titoli popolari per invogliare le persone ad andare a vederli, poiché si è persa l’abitudine ad uscire per recarsi a teatro e si preferisce spesso stare a casa con un dvd o la televisione, ormai elemento imprescindibile dalla vita di ognuno.



Penso in particolare alla sua città…Genova, c’è una situazione abbastanza difficile per il Carlo Felice cosa ne pensa?
La situazione del Teatro di Genova è molto critica infatti, purtroppo non c’è una politica di valorizzazione della nostra offerta culturale perché ci sarebbe la possibilità di portare gente in teatro e far conoscere l’opera e la musica anche a chi magari non ne ha ancora avuto esperienza. Penso che potrebbero fare una convenzione tra Teatro ed Acquario in modo che le persone che vanno a Genova una giornata o due in gita possano assistere ad uno spettacolo doppio, quello musicale e quello della natura marina, a prezzi ridotti per far accorrere più persone possibili; è solo un’idea, ma almeno se ne sperimentassero di idee in Italia invece di restare ancorati alla situazione di degrado che c’è.

Se non sbaglio quest’anno sono 30 anni di carriera, e l’anno prossimo ricorre un’altra data importante per un cantante di fama internazionale, vuole dirci lei quale?
Sono fiero di compiere trent’anni di carriera e di essermi creato un’esperienza artistica e di vita che porterò per sempre con me, per la ricchezza di emozioni e di situazioni che ho vissuto. Nel 2012 ricorreranno venti anni dal mio debutto al Metropolitan avvenuto nel 1992 e li celebrerò in quel teatro ancora col Trovatore. Ho molti ricordi legati al più grande palcoscenico americano, Aida, Tosca, Don Carlos, Cavalleria Rusticana…ed in particolare Fedora con Mirella Freni che affiancavo come Loris nella sua ultima recita al Met.

La ringrazio per la sua disponibilità e per il tempo dedicato a quest’intervista che ci ha fatto capire come un cantante si appresti alla preparazione di un ruolo e quali siano le cose che contano di più in una carriera internazionale, e principalmente lavorare in una situazione di calma e di prosperità del teatro e dell’arte. A presto per Otello ed altri appuntamenti importanti…
Grazie a te per queste domande, a presto.

Intervista di Didier Pieri

martedì 22 marzo 2011

Fabio intervistato da Radio Aldebaran!


Mercoledì 23 marzo 2011, dalle ore 17:20, Fabio Armiliato verrà intervistato dalla ligure Radio Aldebaran, ascoltabile anche in streaming dal sito: http://www.radioaldebaran.it/.

Buon ascolto!

sabato 5 marzo 2011

Fabio e Daniela ospiti a "Ridotto dell'Opera"!


Oggi 05 marzo 2011 Fabio Armiliato e Daniela Dessì parteciperanno alla trasmissione radiofonica Ridotto dell'Opera per parlare dei recenti successi e dei futuri importanti debutti. L'appuntamento è quindi dalle ore 13:30 su RSI Rete Due ed online in streaming sul sito http://retedue.rsi.ch/home/networks/retedue.html.
Buon ascolto!

venerdì 25 febbraio 2011

Fabio e Daniela incontrano i fan a Brescia!


Il prossimo 11 marzo (ore 21:00) al Teatro Centro Lucia di Botticino, in provincia di Brescia, Fabio Armiliato e Daniela Dessì, parteciperanno ad un incontro con i propri fan presentato dal giornalista del quotidiano Bresciaoggi, Fabio Larovere. La serata inizierà con la proiezione di alcune arie tratte da opere cantate dai due artisti; a seguire, una breve intervista per poi aprire alle domande del pubblico in sala. Infine un ultimo spazio sarà riservato alla presentazione dell’ultimo CD della coppia, la registrazione dell’opera La Traviata edita dalla casa discografica tedesca SoloVoce e primo capitolo di una collaborazione che porterà alla pubblicazione di altre quattro opere complete.

L'ingresso è, ovviamente, gratuito... partecipate numerosi!

mercoledì 15 dicembre 2010

Fabio Armiliato ospite speciale a "La barcaccia"!


Domani, giovedì 16 dicembre 2010, Fabio Armiliato parteciperà come ospite speciale alla puntata del programma radiofonico La barcaccia. L'appuntamento è quindi per le ore 13:00 su Radio Tre e sul sito http://www.rai.tv/dl/RaiTV/popup/player_radio.html?v=3.
Buon ascolto!

giovedì 9 settembre 2010

Il PUCCINI FESTIVAL 2010 su Rai Tre!


Per il ciclo La Musica di Rai Tre, questa notte verrà trasmesso (per l'orario preciso meglio attenersi al sito) uno speciale dedicato al Festival Puccini 2010 in cui, tra l'altro, compariranno interviste a Fabio Armiliato e Daniela Dessì.
Buona visione!

lunedì 31 maggio 2010

E la tartana arriva finalmente a Genova!


E' grande l'attesa per il ritorno a Genova, loro città natale, di Fabio Armiliato e Daniela Dessì. E il menù previsto per questa importante occasione è decisamente da acquolina in bocca: due recite di gala (8 e 10 giugno) di Tosca, l'Opera che maggiormente ha contribuito a renderli famosi in tutto il mondo, incoronandoli il Mario Cavaradossi e la Floria Tosca di riferimento di questi anni.
Proprio quest'anno, tra l'altro, ricorrono i 110 anni dalla prima esecuzione assoluta del Capolavoro pucciniano e così viene riproposto, in coproduzione col Teatro dell'Opera di Roma, l'allestimento "originale" con le preziose scene di Adolf Hohenstein. Un'occasione in più per non lasciarsi scappare questo evento!

Per chi comunque proprio non riuscisse a raggiungere la Superba, è prevista, in alcune sale cinematografiche (l'elenco sarà pubblicato a breve) italiane ed europee, la tramissione in diretta della recita del 10 giugno.

Ecco infine un'intervista uscita sull'edizione genovese del quotidiano La Repubblica di domenica 30 maggio 2010:

sabato 23 gennaio 2010

Fabio Armiliato e Daniela Dessì ospiti a Radio Nacional!


Questa sera, dalle ore 18:30 italiane, Fabio Armiliato e Daniela Dessì saranno ospiti alla trasmissione radiofonica argentina Una tarde en la opera, per parlare di Traviata, dei nuovi cd in uscita e dei prossimi impegni. Sarà possibile ascoltare la trasmissione anche via web dal sito di Radio Nacional.

Buon ascolto!

sabato 16 gennaio 2010

Fabio Armiliato e Daniela Dessì ospiti a DOMENICA IN!


Domenica 17 Gennaio 2010 Fabio e Daniela saranno ospiti nello spazio di Domenica In condotto da Pippo Baudo! L'appuntamento è quindi domani su Rai Uno (visibile anche in streaming)dalle ore 15:30... Buona visione!

mercoledì 30 settembre 2009

"Daniela e io nella Vestale? Perchè no" (intervista a Il Messaggero)


"JESI-Si tratta di uno dei tenori italiani più famosi nel mondo e, assieme a Daniela Dessì, sua compagna anche nella vita, forma una delle coppie di spettacolo più affiatate e in sintonia dell’attuale scena lirica: Fabio Armiliato, genovese, è atteso con la Dessì per il Concerto Lirico che, domani sera alle 21, inaugurerà la Stagione Lirica 2008/09 del Teatro Pergolesi di Jesi.
Il teatro di Jesi è un teatro cui lei sembra essere molto legato...
«Certamente. A Jesi, difatti, è iniziata la mia carriera professionale con tre recite de La Vestale di Spontini nel 1986 (accanto ad Armiliato agivano Adelisa Tabiadon e Eugenia Dundekova. NdR). Prima c’era stato il debutto assoluto, nel 1984, con Simon Boccanegra a Genova cui sono seguiti vari concorsi: Carlo Perucci, allora direttore artistico, mi scritturò per questa Vestale che, tra l’altro, inaugurava la Stagione Lirica, e posso dire che con quelle recite del capolavoro spontiniano ha avuto inizio la mia carriera continuativa. Si è trattato di un’opportunità molto importante per me».
La scelta di inserire nel programma la scena di Licinio dal III Atto de La Vestale, quindi, è stata fatta in ricordo dei suoi esordi?
«In un certo senso è un po’ come tornare sul luogo del delitto - ride di gusto - ma per me è anche un’occasione di riapprocciare un ruolo che non ho mai più cantato dopo quella serie di recite».”
Le piacerebbe riaffrontarlo, magari con Daniela Dessì come Giulia?

«Certamente! Tra l’altro è un’opera che pensiamo di proporre e vorremmo affrontare: credo che a Daniela la parte di Giulia starebbe magnificamente. Spontini scrive in maniera un po’ strana, forse bassa per le voci, e la parte di Licinio può sembrare, a una lettura superficiale, un po’ sacrificata, ma la sua musica è molto intensa. Ho avuto modo di sfogliare anche alcuni brani del Fernando Cortez e ho trovato anche in quell’opera scritture vocali molto interessanti».
Il concerto di domani è dedicato a Renata Tebaldi, qual’è stato il suo rapporto con lei?
«Ho il rammarico di non averla mai potuta conoscere di persona, ma si tratta di un autentico pezzo di storia dell’opera. Tra l’altro mi ricordo che, quando da bambino mi avvicinai all’opera, uno dei miei dischi preferiti era l’Aida con la Tebaldi e Del Monaco. La sua voce mi ha sempre accompagnato e per me è davvero un onore esibirmi in un concerto dedicato alla sua memoria. Tra l’altro abbiamo anche scelto i brani dalle opere più celebri del suo repertorio esclusa, ovviamente, La Vestale.»
G.Cesaretti, Il Messaggero; 30 settembre 2009

mercoledì 9 settembre 2009

"FESTIVAL VERDI - Parma e il suo Maestro"

Ecco l'articolo uscito sulla rivista il Mese Parma magazine di Settembre:
Il Teatro Regio di Parma rinnova anche in questo diffi cile momento di crisi il colossale impegno produttivo e artistico del Festival Verdi, che quest’anno parte da Busseto con l’anteprima di “Messa da Requiem” diretta da Yuri Temirkanov. Inoltre, accanto al ricco programma parmigiano che comprende le produzioni de “I due Foscari” e “Nabucco”, nella piccola città verdiana si assisterà a un ciclo di recital e concerti che avrà per protagonisti le più acclamate star del belcanto della scena internazionale.

Aprono Amarilli Nizza e Roberto Frontali, in procinto di condividere una serie di progetti discografici e teatrali, con un recital di arie e duetti verdiani. “Sono grandi l’emozione e la gioia di tornare in un posto magico dove lo spirito di Verdi è vivo e presente in ogni angolo” ci ha detto il soprano milanese. “Sono molto legata alle terre emiliane e il calore manifestato dal pubblico di Parma è sempre nel mio cuore. Il premio Tosi assegnatomi a Parma Lirica per Tosca nel 2002 è stato per me un grandissimo onore, così come l’affetto del Club dei 27 e sarebbe bellissimo poter calcare nuovamente le scene del Teatro Regio”.
Il cartellone prosegue con un quartetto di eccezionali solisti – Micaela Carosi, Veronica Simeoni, Vincenzo La Scola e Simone Piazzola – impegnati in un concerto diretto da Antonello Allemandi, con i recital di Bruno de Simone e Andrea Rost, un concerto dell’Orchestra del Teatro Regio guidata da Matteo Beltrami ad accompagnare Chiara Taigi e Massimiliano Pisapia, e un recital del tenore Saimir Pirgu.
A Busseto sono attesi anche Daniela Dessì in duo con Fabio Armiliato, la coppia più amata dai melomani di tutto il mondo. “Ritornare nelle Terre di Verdi è sempre una grande gioia” ci ha detto il celebre soprano. “Busseto è una città che ha per me un’importanza enorme. Da ragazzina vi andavo in pellegrinaggio per respirarne l’aria intrisa di atmosfere verdiane e cercare energia per crescere artisticamente e sognavo di diventare una grande artista per poter cantare tutti i più grandi capolavori della storia dell’opera italiana. Sarà una grande emozione condividere, con coloro che assisteranno all’evento, la forte emozione che scaturirà nell’interpretare le note dei grandi capolavori verdiani, per la mia prima volta a Busseto in veste di cantante. Spero anche che questa opportunità possa creare le premesse per una ripresa di collaborazione con il Festival Verdi, dal quale mi sento di non poter mancare per la sempre più crescente presenza di opere verdiane nella mia carriera. Verdi è una grande scuola di canto e tornare a questo repertorio signifi ca per me, ogni volta, ripristinare un equilibrio vocale e stilistico ancora più tecnico”.
Fabio Armiliato, che a Busseto ha già eseguito una recita de "Il trovatore" nel 2002, è entusiasta di tornare nella “città permeata dalla personalità di Verdi e dalle sue creazioni. L’anno scorso, debuttando a Montecarlo “La forza del destino”, ho avuto un irresistibile richiamo verso il canto verdiano. Dopo tanti anni di frequentazione dei ruoli pucciniani e di attenzione verso il repertorio verista, mi sono reso conto di quanto avessi bisogno di ritornare a Verdi. Ho anche avuto la possibilità di studiare lo spartito con il M. Bergonzi, che mi è stato di preziosissimo aiuto, e ho riscosso davvero un grande successo. Ho avuto anche l’opportunità di riprendere il ruolo di Radames in Arena di Verona e mi sono trovato ad affrontarlo con una vocalità più matura e consapevole. Ho quindi dedotto, attraverso queste esperienze, che la scrittura verdiana oggi, nel momento della mia maturità artistica, mi sta veramente aiutando a trovare un maggior equilibrio tra tecnica vocale ed espressività. Da qui la grande soddisfazione di poter eseguire a Busseto un recital e di tornare al Festival Verdi, accompagnato dalla crescente voglia di eseguire di più in futuro opere dello straordinario repertorio verdiano. In effetti il mio futuro mi vede impegnato ancora ne “La forza del destino” a Vienna, Liegi, Barcellona e Siviglia, in Un ballo in maschera a Montecarlo, ne Il trovatore a Verona e Liegi, ne Il corsaro a Bilbao, in Don Carlo a Palermo e finalmente il mio debutto in Otello a Liegi. A Busseto eseguiremo sicuramente un programma verdiano” conclude il tenore. “Speriamo di trovare qualche brano che possa sorprendere e soddisfare il pubblico, ma desideriamo soprattutto mostrare e trasmettere a tutti il nostro amore e la nostra passione per questo splendido repertorio”.
William Fratti

domenica 6 settembre 2009

The Italian Stylish Tenor

Ecco un'intervista e la recensione del nuovo cd Nessun Dorma uscite a firma Giancarlo Landini sul numero 239 di Luglio/Agosto 2009 del mensile l'opera:

domenica 12 luglio 2009

Mario Cavaradossi compie vent' anni!


Ecco un' interessante intervista rilasciata al mensile VTService.it in occasione del ventennale del debutto alle Terme di Caracalla come Mario Cavaradossi: http://www.youtube.com/watch?v=6vHshwAU51o