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venerdì 30 ottobre 2009

"Quando nel canto c'è l'arte" (recensione dalla Gazzetta di Parma)

"Se si va a teatro per opere e concerti, si dovrebbe riuscire a fissare, ogni volta, qualcosa in più dell’emozione: verificare se esiste il segno - o il disegno - di un’interpretazione; capire quando oltre all’attimo di esaltazione (se c'è) sopravvive qualcosa che resta: di solito l’arte è lì.
Questa possibilità viene da tempo offerta al pubblico dal soprano Daniela Dessì e dal tenore Fabio Armiliato. Quando si ha in sorte di ascoltarli - come è avvenuto l’altro ieri al Teatro Verdi di Busseto - ci si accorge che tecnica, stile, qualità vocali sono sì la base imprescindibile per un’interpretazione convincente, ma non sono l’asettico strumentario a cui essi si affidano per cantare.
Daniela Dessì e Fabio Armiliato hanno saputo andare oltre: si avverte in loro una tensione permanente e felice per caricare di senso - che non è semplicemente «effetto» - la parola scenica; ogni respiro, ogni pausa, si associano a una precisa responsabilità musicale; ogni sillaba si sposa alla nota con piena consapevolezza di non dover essere subordinata al «recitare» (cioè di non oggettivare una finzione), ma di dover «esistere» in quanto musica e dramma insieme: verità, in fondo. Concerto finale del Festival Verdi a Busseto: Daniela Dessì e Fabio Armiliato hanno interpretato arie e duetti da I Masnadieri, Macbeth, La forza del destino, Don Carlo, Otello, Aida. Valida, poi, l’idea di proporre trascrizioni cameristiche da Aida e Trovatore con Marco Boemi (pianoforte) Francesco Dessy (violoncello) e Felice Clemente (clarinetto). Armiliato ha sviluppato negli anni un’inattaccabile coerenza psicologica e drammatica - fatta di voce, musica e nessuno sconto su se stesso - per restituire con intensità e dettaglio il profilo di personaggi come Carlo Moor, Alvaro, Don Carlo. Un Armiliato struggente - a Busseto - in «Di ladroni attorniato» dai Masnadieri; elegiaco e afflitto in «O tu che in seno agli angeli» dalla Forza del destino; amaro e sincero - senza beceri retaggi emulativi - in «Dio, mi potevi scagliar» da Otello. Daniela Dessì: quella voce screziata di miele e diamante, quell'aristocratica naturalezza nel cantare come se il soffio perverso di Lady Macbeth o la purezza di Desdemona ti sfiorassero i capelli. Eccola dunque inedita e superlativa nell’aria «La luce langue» dal Macbeth, sospesa fra cupi dubbi e inique speranze. E ancora splendida in «Ritorna vincitor» (Aida), «Pace mio Dio!» (Forza del destino), destrieri sui quali da sempre cavalca divina. Acclamati i duetti «Io vengo a domandar grazia» (Don Carlo), «La fatal pietra» (Aida), «Dio ti giocondi o sposo» (Otello). Teatro gremito, serata febbrile di applausi, ovazioni e bis dalla Traviata. Giusto ciel, ecco che ci voleva a Busseto: la Dessì e Armiliato!"

Elena Formica, Gazzetta di Parma

sabato 3 ottobre 2009

Carlo mio, con me dividi il tuo pianto, il tuo dolor!


Dal nostro inviato Testa: "Ennesima riproposizione dell’allestimento di Pier Luigi Pizzi per il Don Carlo andato in scena alla Staatsoper di Vienna in questo mese di settembre. La produzione presentata proprio venti anni fa qui nello stesso teatro viennese, risulta ad oggi ancora pienamente funzionale e di seducente impatto visivo così come i costumi indossati dagli artisti.
Ottimo il cast delle prime tre recite che vedono la presenza nel title-role di Fabio Armiliato, la consolidata Eboli di Luciana D’Intino e nel ruolo di Elisabetta di Valois il soprano Olga Guryakova.
Fabio Armiliato sarebbe già solo per temperamento e presenza scenica, perfetto interprete del ruolo verdiano. Il suo Don Carlo è dotato di un canto rigoglioso ed importante. Entusiasma nel primo atto risolvendo prima la temibile aria “Fointanableu!Foresta immensa” nella quale brilla per bellezza sonora e tecnica grazie al suo seducente fraseggio, che gli permette di proiettarsi in corposi acuti .
Nella seconda parte dell’opera e quindi nel duetto finale con Elisabetta, ci mostra il lato più drammatico del protagonista che qui Armiliato plasma e presenta come meglio non si potrebbe per passione e credibilità scenica.
Nei panni di Elisabetta, Olga Guryacova è un soprano dotato di musicalità e stile. La sua voce solida ed importante, è di sicura emissione sia nei piani sia nel registro acuto. Convince cantando con efficacia interpretativa e con corretta ed adeguata organizzazione del proprio strumento, nella nota aria “Tu che le vanità” e si dimostra concreta e duttile in tutto l’arco dell’opera,.
Luciana D’intino conferma nel ruolo di Eboli tutta la sua classe e completezza d’interprete. Formidabile nella tenuta vocale, a dir poco coinvolgente nell’aria “Oh don fatale”, rappresenta al meglio per completezza e conquistati intenti, tutti gli aspetti,anche i meno intuitivi, del ruolo della principessa, ponendola di diritto come una delle più grandi interpreti di questo personaggio verdiano nei nostri giorni.
Buona anche la prova di Ain Anger,qui alle prese nel ruolo di Filippo II. Sicuramente dotato di una voce sostanziosa, presenta però ancora alcune lacune interpretative a livello di maturazione vocale che emergono a lunghi tratti nel suo canto rendendolo così distaccato e poco comunicativo .
Il Rodrigo presentato da Boaz Daniel artista “di casa”qui a Vienna, viene forse oltremodo lodato dal pubblico locale. La sua, per carità, è un’interpretazione dignitosa e di sicuro pregio ma vale il discorso fatto precedentemente per il Filippo II di Ain Anger: voce sostanziosa ma che ancora presenta alcune pecche di carattere tecnico e proprio dal punto di vista della maturazione della medesima.
Buona prova infine, per tempi e compattezza di suono ottenuta, per il direttore Giuliano Carella coadiuvato dalla sempre ottima orchestra dei Wiener.
Spettacolo riuscitissimo e molto apprezzato dal pubblico che sommerge letteralmente di applausi l’intero cast. Tantissime infatti le chiamate in scena per gli artisti che si susseguono e personale successo soprattutto per Armiliato e D’intino.
"

24 settembre 2009
Wiener Staatsoper
DON CARLO
Giuseppe Verdi

cast:
Dirigent: Giuliano Carella
Don Carlo: Fabio Armiliato
Philipp II.: Ain Anger
Rodrigo, Marquis von Posa: Boaz Daniel
Elisabeth von Valois: Olga Guryakova
Prinzessin Eboli: Luciana D`Intino

Inszenierung: Pier Luigi Pizzi
Ausstattung: Pier Luigi Pizzi

mercoledì 9 settembre 2009

"FESTIVAL VERDI - Parma e il suo Maestro"

Ecco l'articolo uscito sulla rivista il Mese Parma magazine di Settembre:
Il Teatro Regio di Parma rinnova anche in questo diffi cile momento di crisi il colossale impegno produttivo e artistico del Festival Verdi, che quest’anno parte da Busseto con l’anteprima di “Messa da Requiem” diretta da Yuri Temirkanov. Inoltre, accanto al ricco programma parmigiano che comprende le produzioni de “I due Foscari” e “Nabucco”, nella piccola città verdiana si assisterà a un ciclo di recital e concerti che avrà per protagonisti le più acclamate star del belcanto della scena internazionale.

Aprono Amarilli Nizza e Roberto Frontali, in procinto di condividere una serie di progetti discografici e teatrali, con un recital di arie e duetti verdiani. “Sono grandi l’emozione e la gioia di tornare in un posto magico dove lo spirito di Verdi è vivo e presente in ogni angolo” ci ha detto il soprano milanese. “Sono molto legata alle terre emiliane e il calore manifestato dal pubblico di Parma è sempre nel mio cuore. Il premio Tosi assegnatomi a Parma Lirica per Tosca nel 2002 è stato per me un grandissimo onore, così come l’affetto del Club dei 27 e sarebbe bellissimo poter calcare nuovamente le scene del Teatro Regio”.
Il cartellone prosegue con un quartetto di eccezionali solisti – Micaela Carosi, Veronica Simeoni, Vincenzo La Scola e Simone Piazzola – impegnati in un concerto diretto da Antonello Allemandi, con i recital di Bruno de Simone e Andrea Rost, un concerto dell’Orchestra del Teatro Regio guidata da Matteo Beltrami ad accompagnare Chiara Taigi e Massimiliano Pisapia, e un recital del tenore Saimir Pirgu.
A Busseto sono attesi anche Daniela Dessì in duo con Fabio Armiliato, la coppia più amata dai melomani di tutto il mondo. “Ritornare nelle Terre di Verdi è sempre una grande gioia” ci ha detto il celebre soprano. “Busseto è una città che ha per me un’importanza enorme. Da ragazzina vi andavo in pellegrinaggio per respirarne l’aria intrisa di atmosfere verdiane e cercare energia per crescere artisticamente e sognavo di diventare una grande artista per poter cantare tutti i più grandi capolavori della storia dell’opera italiana. Sarà una grande emozione condividere, con coloro che assisteranno all’evento, la forte emozione che scaturirà nell’interpretare le note dei grandi capolavori verdiani, per la mia prima volta a Busseto in veste di cantante. Spero anche che questa opportunità possa creare le premesse per una ripresa di collaborazione con il Festival Verdi, dal quale mi sento di non poter mancare per la sempre più crescente presenza di opere verdiane nella mia carriera. Verdi è una grande scuola di canto e tornare a questo repertorio signifi ca per me, ogni volta, ripristinare un equilibrio vocale e stilistico ancora più tecnico”.
Fabio Armiliato, che a Busseto ha già eseguito una recita de "Il trovatore" nel 2002, è entusiasta di tornare nella “città permeata dalla personalità di Verdi e dalle sue creazioni. L’anno scorso, debuttando a Montecarlo “La forza del destino”, ho avuto un irresistibile richiamo verso il canto verdiano. Dopo tanti anni di frequentazione dei ruoli pucciniani e di attenzione verso il repertorio verista, mi sono reso conto di quanto avessi bisogno di ritornare a Verdi. Ho anche avuto la possibilità di studiare lo spartito con il M. Bergonzi, che mi è stato di preziosissimo aiuto, e ho riscosso davvero un grande successo. Ho avuto anche l’opportunità di riprendere il ruolo di Radames in Arena di Verona e mi sono trovato ad affrontarlo con una vocalità più matura e consapevole. Ho quindi dedotto, attraverso queste esperienze, che la scrittura verdiana oggi, nel momento della mia maturità artistica, mi sta veramente aiutando a trovare un maggior equilibrio tra tecnica vocale ed espressività. Da qui la grande soddisfazione di poter eseguire a Busseto un recital e di tornare al Festival Verdi, accompagnato dalla crescente voglia di eseguire di più in futuro opere dello straordinario repertorio verdiano. In effetti il mio futuro mi vede impegnato ancora ne “La forza del destino” a Vienna, Liegi, Barcellona e Siviglia, in Un ballo in maschera a Montecarlo, ne Il trovatore a Verona e Liegi, ne Il corsaro a Bilbao, in Don Carlo a Palermo e finalmente il mio debutto in Otello a Liegi. A Busseto eseguiremo sicuramente un programma verdiano” conclude il tenore. “Speriamo di trovare qualche brano che possa sorprendere e soddisfare il pubblico, ma desideriamo soprattutto mostrare e trasmettere a tutti il nostro amore e la nostra passione per questo splendido repertorio”.
William Fratti