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venerdì 25 maggio 2012
"Recitar!"...cantando!
E' già disponibile in tutti i negozi di dischi il nuovo cd di Fabio Armiliato, Recitar!, una raccolta delle più celebri arie e canzoni per tenore. Tra esse vi è anche Vesti la giubba (dai Pagliacci di Leoncavallo), brano tra l'altro interpretato nel debutto cinematografico del tenore genovese, To Rome with Love di Woody Allen.
Ecco la tracklist:
1. "Recitar!... Vesti la giubba" (Pagliacci)
2. "Amor ti vieta" (Fedora)
3. "Mattinata"
4. "Addio fiorito asil" (Madama Butterfly)
5. "‘O sole mio"
6. "Recondita armonia" (Tosca)
7. "E lucevan le stelle" (Tosca)
8. "Mi par d’ udire ancora" (I pescatori di perle)
9. "Mamma"
10. "Colpito qui m'avete... Un dì all'azzurro spazio" (Andrea Chénier)
11. "Come un bel di maggio" (Andrea Chénier)
12. "La serenata"
13. "Donna non vidi mai" (Manon Lescaut)
14. "M’apparì" (Martha)
15. "Quann’a femmena vo’"
16. "Che gelida manina" (La bohème)
17. "Ch’ella mi creda" (La fanciulla del West)
18. "Core’ngrato"
19. "Io voglio la tua bocca…folle di gelosia" (Il Tabarro)
20. "Nessun dorma" (Turandot)
21. "Non ti scordar di me"
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venerdì 12 marzo 2010
Habemus Chénier!

Dai nostri inviati a Madrid:
"Habemus Chénier!” esclama un a dir poco entusiasta direttore del Teatro Real di Madrid al termine della recita del 27 febbraio abbracciando insieme i “suoi” Andrea Chenier e Maddalena di Coigny.Ed è questa immagine finale di gioia autentica alla quale ho fortuitamente assistito, che mi piaceva riportarvi per dare inizio a questa personale recensione.
Se c'è un un'Opera che ha sempre scisso pubblico e una buona parte della critica, questa è senz'ombra di dubbio Andrea Chenier. Del capolavoro di Umberto Giordano viene spesso sottolineata infatti un' eccessiva enfasi drammatica nella ricerca di effetti "facili"; allo stesso modo però, dalla trionfale prima scaligera del 1896, è costantemente riproposta nei teatri di tutto il mondo, ottenendo sempre notevoli successi. Grazie al numero e alla bellezza delle pagine dedicate al protagonista, è stato un po' il “cavallo di battaglia” di grandissimi tenori (Pertile, Gigli, Del Monaco, Corelli... ). Impossibile quindi, anche per Fabio Armiliato, sottrarsi al particolare fascino di questo capolavoro che, debuttato a Pittsburgh nel 1998, l'ha accompagnato per circa 50 recite nei più grandi Templi della Lirica e l'ha reso l'interprete di riferimento di questi ultimi anni.
Le due recite madrilene del 18 e 27 febbraio non fanno che confermare quanto detto:
Armiliato regala al pubblico che riempiva in ogni ordine di posto il Teatro Real, un Andrea Chénier assolutamente personale, risoluto e incisivo, costruito su una musicalità senza pari in tutto lo svolgersi dell’Opera e con assolute perle stilistiche e tecniche in evidenza nelle pagine più attese dell’Opera di Giordano: Il suo elettrizzante “Improvviso”, la struggente e rabbiosa interpretazione di "Sì, fui soldato" e soprattutto l’accattivante quanto carica di lirismo "Come un bel dì di Maggio" che vengono accolte da numerosi applausi a scena aperta. Stesso discorso e pari accoglienza, nei notissimi duetti con Maddalena di Coigny, dove il tenore “piega” la sua voce verso una tenue quanto palapabile dolcezza. Con questa interpretazione Fabio Armiliato ha confermato ancora una volta di non aver rivali in questo ruolo, come più volte sottolineato dalla critica e dall’entusiasmo degli appassionati in tutti questi anni.
Daniela Dessì dona voce ed anima all'eroicità di Maddalena di Coigny: un altro grande capolavoro del Soprano che oggi regna incontrastata in questo repertorio. La voce, ambrata e sonora come sempre, riesce a dipingere un intenso ritratto della Contessina: dalle frivolezze del primo atto, all' esaltazione nel sacrificio finale, passando per lo struggente duetto del secondo quadro, che la Dessì cesella di pianissimi, e per la commovente “La mamma morta”, un vero saggio di belcanto e di intensità interpretativa, salutata entusiasticamente da una vera e propria interminabile ovazione!Marco di Felice è un Gerard di voce robusta e fortunatamente lontano da truci effetti veristi. Tra i tanti comprimari vale la pena di segnalare la possente Madelon di Larissa Diadkova e l'Incredibile del sempre valente Carlo Bosi.
Lo spettacolo di Giancarlo del Monaco, proveniente dall' Opéra National de Paris, riprende e rinnova la precedente sua produzione creata per il Teatro Comunale di Bologna. Bella l'idea del primo quadro racchiuso in un salone con vedute di giardino in trompe l'oeil (come a dirci che la sola natura possibile qui è falsa, è un’imitazione) in cui si danno ritrovo gli ultimi, tetri (quasi zombie) rappresentanti dell’ Ancien Régime e tra cui contrastano, grazie anche agli splendidi costumi color pastello di Maria Filippi, Andrea e Maddalena; notevole anche l'idea di ambientare il Tribunale Rivoluzionario, organo che tra i compiti aveva quello di smantellare l'aristocrazia, nel luogo creato dall'aristocrazia stessa per dare piena ostentazione di sè: un teatro (in rovina, chiaramente...) che, con fenomenale coup de théâtre, appare in scena al levarsi di un'enorme tricolore francese. Uno spettacolo insomma decisamente piacevole anche se forse un po' troppo indeciso tra la via del concreto realismo o del più poetico simbolismo (come il momento finale in cui i due protagonisti si arrampicano sull'enorme grata fissata sul proscenio).
Buona la prova dell'Orquestra Titular del Teatro Real guidata, con tempi a volte un po' troppo dilatati per un'Opera dalla spiccata teatralità come questa, da Victor Pablo Pérez. Accoglienza trionfale ed infiniti applausi, accompagnati da autentiche piogge di fiori, per i due protagonisti principali dell’Opera.
Ed ecco qualche prezioso frammento video:
- "Un dì all'azzurro spazio"
- "Credo a una possanza arcana...Io non ho amato ancor!"
- "Ecco l'altare... Eravate possente... Ora soave, sublime ora d'amore!"
- "La mamma morta"
- "Sì, fui soldato"
- "Come un bel dì di maggio"
- "Vicino a te s'acqueta... La nostra morte è il trionfo dell'amor!"
18 e 27 febbraio 2010
Madrid, Teatro Real
ANDREA CHENIER
Andrea Chénier: Fabio Armiliato
Maddalena de Coigny: Daniela Dessì
Carlo Gérard: Marco Di Felice
Bersi: Marina Rodríguez-Cusí
La condesa de Coigny: Stefania Toczyska
Madelon: Larisa Diadkova
Roucher: Felipe Bou
Pietro Fléville: Marco Moncloa
Fouquier Tinville: Marco Moncloa
Mathieu: Luis Cansino
Un "increíble": Carlo Bosi
El abate: Ángel Rodríguez
Schmidt: Károly Szemerédy
Un mayordomo: Pablo García
Dumas: Tomeu Bibiloni
Dirección musical: Víctor Pablo Pérez
Dirección de escena: Giancarlo del Monaco
Escenografía: Carlo Centolavigna
Figurines: María Filippi
Iluminación: Wolfgang von Zoubek
Coreografía: Laurence Fanon
Dirección del coro: Peter Burian
sabato 9 gennaio 2010
lunedì 19 ottobre 2009
"Buon compleanno, Maestro" (recensione da Operaclick.com)
"Dolce notte, quante stelle. In questo verso di pucciniana memoria si riassume l’esito del grande concerto di beneficenza organizzato dalla Fondazione Luciano Pavarotti al Teatro Comunale di Bologna in occasione del 74° compleanno del celebre tenore. Il pubblico partecipa numeroso e la sala del Bibbiena si riempie in ogni ordine di posti. Gli spettatori accorrono al richiamo del nome dell’artista e, oltre ad omaggiarne la figura con la propria presenza, contribuiscono alla causa dell’ANT, Associazione Nazionale Tumori, cui l’intero incasso della serata è devoluto. Abbiamo la sensazione che non si tratti però dell’abituale pubblico bolognese, ma di una platea più variamente composta, comprensiva di neofiti, di appassionati venuti da lontano e di tenaci ammiratori di qualche specifica personalità musicale chiamata ad esibirsi nel corso della manifestazione. Sul palco infatti una schiera di fulgidi astri della lirica si raccolgono intorno alla memoria del compianto collega-amico. Non accade spesso di assistere ad un evento musicale così ricco di presenze di spicco. La rosa dei solisti è davvero sorprendente e comprende i nomi di Fabio Armiliato, Fiorenza Cedolins, Carlo Colombara, Daniela Dessì, Marcello Giordani, Andrea Griminelli e Raina Kabaivanska, accompagnati dall’Orchestra Arteatro del Teatro Sociale di Mantova, guidata dal M° Fabrizio Maria Carminati. Lo sviluppo della serata è abilmente concertato da un brillante Lucio Dalla che, in veste di presentatore, condisce l’atmosfera con l’elegante ironia di chi ha intimamente conosciuto ed ammirato Luciano Pavarotti. I numerosi aneddoti di vita raccontati, i videomontaggi commemorativi proiettati sul grande schermo e la voce stessa di “Big Luciano” diffusa in sala hanno contribuito a rievocare la figura semplice ed al contempo incisiva di un uomo che ha fatto la storia della musica.
A completamento della prestigiosa rosa di presenze femminili si fronteggiano, forse per la prima volta sullo stesso palcoscenico, due tra i più celebri soprani della scena lirica odierna: Fiorenza Cedolins e Daniela Dessì.
Daniela Dessì si fa attendere e, stravolgendo l’ordine del programma di sala, non compare in scena che nella seconda parte del concerto. Tuttavia l’affetto che il pubblico bolognese le riserva è grande e sincero, tanto che al termine di una delle romanze eseguite un grido levatosi dalla platea prorompe con ammirazione: “E’ così che si canta!”. E l’applauso abbondantemente fragoroso appena terminato viene subito replicato. In verità appare un poco sbrigativo l’approccio a “Vissi d’arte”, forse penalizzato dalla scelta di una ritmica non particolarmente funzionale all’esaltazione del fraseggio, e la voce, pur distinguendosi per volume e proiezione, incorre talvolta in qualche forzatura nel registro acuto. Ma in “Pace, pace, mio Dio” l’artista raggiunge un livello d’espressività perfettamente compiuto, arricchito da un carisma interpretativo particolare e da una buona disinvoltura nella gestione della massa vocale, sempre preziosa ed abbondante, assolutamente in grado di riempire la sala.
Non è da meno la partecipazione maschile, che vede in Fabio Armiliato uno dei protagonisti più brillanti della serata. Il tenore propone dapprima una convenzionale interpretazione di “E lucean le stelle”, ma convince del tutto in “Un dì all’azzurro spazio”, dove ha modo di cimentarsi in un approccio più autenticamente drammatico e penetrante, costruito su di un canto sfogato di gusto eroico che molto si addice alle caratteristiche vocali dell’interprete e conferisce una vibrante passione all’interpretazione."
Filippo Tadolini, Operaclick.com
12 ottobre 2009
Teatro Comunale di Bologna
Buon compleanno, Maestro
Fabio Armiliato, Fiorenza Cedolins, Carlo Colombara, Daniela Dessì, Marcello Giordani, Andrea Griminelli, Raina Kabaivanska
Orchestra del Teatro Sociale di Mantova; Fabrizio Maria Carminati
giovedì 8 ottobre 2009
"Emozione Armiliato-Dessì: a Jesi il trionfo del belcanto" (recensione da IL MESSAGGERO - Ancona)

"JESI - Un pubblico entusista, plaudente e festoso ("Siete meravigliosi!" ha detto la Dessì tra gli applausi finali) ha accolto giovedì sera il poderoso recital di Daniela Dessì e Fabio Armiliato che, impegnati in un programma lungo e complesso, hanno inaugurato la 42° Stagione Lirica del Teatro Pergolesi di Jesi. Alle prese con un programma non facile e ricco di pagine amatissime i due artisti hanno saputo galvanizzare e coinvolgere gli spettatore accorsi per l'occasione, prodighi di applausi e di ovazioni dopo ogni esecuzione. Daniela Dessì ha confermato le qualitù che ne fanno una delle primedonne più richieste del presente, grazie alla bellezza del timbro e al' intelligenza di un fraseggio sempre intelligente e curato: più ancora che nell'opulento Vissi d'arte da Tosca o nell'impegnato Pace, pace mio Dio dalla verdiana Forza del Destino (opera che, stando al gossip più accreditato, i due artisti interpreteranno la prossima estate allo Sferisterio di Macerata) la Dessì ha saputo entusiasmare con una Desdemona dell'Otello verdiano assolutamente incantevole per poesia d'accento e innocenza d'espressione. Dal canto suo Fabo Armiliato è sembrato partire un poco in sordina con l'aria di Licinio dalla Vestale di Spontini: la ragione è, forse, da ravvisare anche in una scrittura, quella spontiniana, molto strana, alquanto bassa e comunque difficile da eseguire in apertura di serata (nell'opera, difatti, la scena apre l'atto finale) ma anche nel suo caso si sono fatte valere le ragioni di un grande professionismo e di uno studio attento e incisivo. Molto bravo nel difficile Improvviso dal giordaniano Andrea Chénier, Armiliato ha anche consegnato al pubblico (che lo ha salutato con scroscianti applausi) una ragguardevolissima esecuzione del celebre Nessun dorma dalla Turandot, reso con ammirevole pulizia vocale e intrigante asciuttezza di fraseggio. Inutile dire che i due duetti previsti (il Finale I dell'Otello e il Finale dell'Andrea Chénier) hanno entusiasmato per la bella resa comlessiva e per l'evidente "affinità elettiva" dei due artisti. Ottima pure la prova della Form - Orchestra filarmonica marchigiana, davvero impegnatissima sotto la guida sicura di Marco Boemi, che ha avuto i suoi momenti di gloria in un'ampia scelta di celebri Sinfonie e Intermezzi. Ben quattro i bis finali: il Brindisi della Traviata verdiana, con tanto di applausi e timidi cori di pubblico, poi, con Boemi al pianoforte, O mio babbino caro per la Dessì, I'te vurria vasà per Armiliato e un omaggio a Gigli con un inedito duetto di Non ti scordar di me. La stagione jesina proseguirà dal 23 ottobre con La Traviata di Verdi; sarà poi la volta del rossiniano Barbiere di Siviglia (dal 12 novembre) e del dittico formato da La voix humaine di Poulenc e Pagliacci di Leoncavallo (dal 27 novembre). Info: 0731.206888"
G.Cesaretti, 03 ottobre 2009
domenica 2 novembre 2008
"Come un bel dì di maggio..."; Barcellona 2007
E dalla stessa produzione:
- "Un dì all' azzurro spazio..."
- "Ecco l' altare..." (con Daniela)
- "Sì, fui soldato..."
- "Vicino a te..." (con Daniela)
venerdì 31 ottobre 2008
"Vicino a te..." con Daniela; Malta, 28 maggio 2007
Dal Tucker Gala dello scorso 28 maggio:
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